Le assemblee in età repubblicana

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dalla Storia romana

di Carlo Zacco

3.4. Le assemblee in età repubblicana

Le assemblee pubbliche in età repubblicana acquistarono un certo rilievo, le più importanti erano il Senato e i Comizi Centuriati, ma ce nerano anche altre.

 

Il Senato. Era presente già dalla monarchia ed era costituito da trecento uomini facenti parte delle famiglie patrizie (Patres) e degli ex consoli (Consulares). Le riunioni avvenivano nella Curia, vicino al foro. Le sue attività principali erano sostanzialmente di tipo consultivo: controllo dell’attività finanziaria; dirigere l’amministrazione dei territori conquistati; votare su pace e guerra; approvare le decisioni prese dalle assemblee popolari. Il suo parere divenne col tempo praticamente vincolante, sicché nessun magistrato osava allontanarsi da quanto indicato.

 

I Comizi Centuriati. In età repubblicana vennero a sostituire i curiati. Eleggevano consoli e magistrati, e approvavano le proposte del senato.

 – Le centurie. Il sistema di voto nei comizi centuriati era estremamente iniquo: erano divisi in cinque classi di reddito, dalla più ricca alla più povera; a loro volta queste classi erano divise in 193 centurie, chiamate così perché ognuna doveva fornire all’esercito cento uomini armati. Il fatto è che ben 98 di queste centurie erano costituiti da patrizi, che quindi avevano sempre la maggioranza assoluta nelle votazioni.

I comizi tributi. Erano assemblee cui prendevano parte dei rappresentanti su base territoriale, e non censitaria o familiare. Quindi il loro sistema di voto era più equo.

 

I concili tributi. Assemblee costituite da soli plebei. Le loro deliberazioni erano chiamate plebis scita, decisioni della plebe, e da un certo punto in poi ebbero valore di legge e potevano anche essere richieste dai Tribuni.

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