Le guerre contro i popoli italici confinanti

dalla Storia romana

di Carlo Zacco

3.5. Le guerre contro i popoli italici confinanti

Le guerre. Il primo periodo della Repubblica, oltre che dalla lotta tra patrizi e plebei, fu caratterizzato anche dagli scontri tra i romani e le popolazioni vicine: i Latini, e le popolazioni appenniniche degli Equi, Volsci, Sabini.

I Latini. Tra i romani e le popolazioni latine confinanti vi era un’antica ostilità dovuta a motivi culturali, ma più ancora politico-economici: i romani avevano accesso alle terre migliori da coltivare e detenevano il controllo di aree  più ampie. Il culmine di queste ostilità fu toccato nel 496 a.C nella battaglia di Lago Regillo. Fu una vittoria incerta, che si concluse con la stipula di un patto tra romani e latini dal quale nasceva la cosiddetta Lega Latina.

 – il Foedus Cassianum. Nel 493 a.C fu firmato anche un trattato ad opera del console Spurio Camillo: Roma riconosceva alle città latine la loro autonomia, ma si riservava il comando in caso di guerra. Queste alleanze si resero necessarie per la presenza delle popolazioni appenniniche che minacciavano in maniera via via crescente sia i Romani che i Latini.

Le popolazioni appenniniche. Con essere lo scontro non tardò ad arrivare. Roma e le città latine furono impegnate nelle lotte contro Equi e Volsci per circa sessantanni, dal 490 al 430 a.C. Su questi scontri ci sono rimaste soltanto fonti leggendarie, le più famose narrano le gesta di personaggi come Coriolano e Cincinnato.

Veio. Nel 396 a.C si conclude anche la guerra contro la città Etrusca di Veio, iniziata trentanni prima. Veio era una città poco a Nord di Roma che si contendeva con essa il controllo del fiume Tevere. La guerra terminò con la distruzione della città etrusca da parte del console Furio Camillo dopo un assedio durato dieci anni. Dopo la sconfitta di Veio, Roma estendeva il proprio controllo su tutto il Lazio.

Audio Lezioni di Storia Romana del prof. Gaudio

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