Organizzazione politica e società romana durante la monarchia

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

dalla Storia romana

di Carlo Zacco

Le gentes. Roma nacque dall’unione di vari insediamenti, che erano organizzati in tribù; ognuna di esse era a sua volta di visa in: gentes, cioè persone libere che discendevano da uno stesso antenato; familiae: persone libere e schiavi accomunati dalla sottomissione ad un medesimo pater familias. Quando i vari insediamenti si unirono per formare la città-stato, il popolo si organizzò unendosi in due assemblee:

 – il Senato: formato dai capi rappresentanti delle varie gentes (patres gentis); inizialmente era composto da 100 senatori, che nel corso della monarchia passarono gradualmente a 300. Il Senato nominava il Re, e lo affiancava ogni sua decisione politica ratificando le sue proposte di legge; inoltre governava al suo posto nel periodo che separava la morte di un re e l’elezione del successivo;

 – i Comizi Curiati: era una assemblea popolare di cui facevano parte i membri delle gentes, divisi in curiae (unioni di uomini), composte a loro volta da dieci gruppi gentilizi. Ogni curia doveva fornire all’esercito una centuria, ovvero cento fanti e dieci cavalieri; inoltre ogni curia eleggeva dieci senatori e riconosceva, a nome del popolo, il Re una volta eletto dal Senato.


Patrizi. Erano i membri delle gentes (< patres gentes) ed erano gli unici cittadini a poter prendere parte alla vita politica. La sua posizione di supremazia era dovuta ad una presunta discendenza da antichi personaggi più o meno leggendari, o addirittura da divinità. In realtà si trattava semplicemente di una preminenza economica, dovuta al possesso della terra. Oltre che alla funzione politica, ai patrizi erano riservate anche le attività culturali, religiose, belliche, giudiziarie.

 

Plebei. La loro situazione era opposta a quella dei patrizi. Erano liberi, ma erano esclusi dalla vita politica e non godevano di nessun diritto. La loro subalternità era dovuta a fattori economici, e non, come si riteneva, alla loro discendenza dalle popolazioni italiche sottomesse dai romani.

 

Clienti. I rapporti tra patrizi e plebei erano regolati dall’istituto della clientela: i clientes erano plebei o stranieri che si erano messi sotto la protezione di un patronus, patrizio. Tale protezione era garantita in cambio di servizi di vario tipo, ed era basata sulla fides, un patto di fiducia posto sotto la tutela divina.

 

Famiglia. Era il pilastro della società romana. Di tipo patriarcale, retta dal familiare più anziano, il pater familias, che deteneva la patria potestas, un potere che egli poteva esercitare in modo pressoché assoluto su tutti gli altri componenti. A lui erano soggetti non solo la moglie, i figli e le loro mogli, ma anche gli schiavi, che potevano ottenere la libertà dal pater familias mediante la manumissio.

Pubblicità
shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: