Parigi

 

TRASPORTI PARIGINI

La metropolitana

La metropolitana è il mezzo più veloce per spostarsi: 16 linee, oltre 300 stazioni dotate di cartine chiare e numerose forme di abbonamento. La sua storia inizia nel 1900, dopo molti anni di litigi tra il Comune e lo Stato fu realizzata la prima linea sotterranea nel solo tratto centrale; poiché non venne accettata un’integrazione tra centro borghese e periferia operaia. In diversi tratti le linee scorrono parallele perché il Comune ha voluto raddoppiare le strutture già esistenti. Le stazioni del metro costituiscono un’attrazione culturale e sociale: l’interesse sta nell’universo che vi si muove, i musicisti suonano in spazi autorizzati e i senzatetto si rifugiano e vendono giornali di loro pubblicazione. La società RATP offre tessere di viaggio destinate ai turisti: Paris visite ha una validità variabile e può limitarsi ad una delle sue 8 aree. La tessera consente, inoltre, ingressi ridotti ad alcuni monumenti. Anche a Parigi è necessario obliterare i biglietti e i controlli sono piuttosto frequenti. I minori di 4 anni viaggiano gratis, mentre fino a 10 anni pagano la metà.

 

Autobus

Una sessantina di linee di autobus percorrono la città, ma poche linee effettuano il servizio nei giorni festivi. La RATP fornisce cartine e alle fermate sono affissi i percorsi. Durante la notte sono in funzione 18 linee chiamate Noctambus. Ci sono due linee turistiche: Balabus ed Open Tour, che porta alla scoperta dei principale monumenti parigini.

 

Trasporti fluviali

Attraversano la Senna:

–Batobus, percorre dalla Tour Eiffel a S. Germain

– Bateaux Parisiens, partono dai piedi della Tour Eiffel

– Canauxrama, visita i quartieri orientali della città

 

PARIGI, I SUOI ABITANTI, I SUOI QUARTIERI

Parigi forma il dipartimento numero 75. La città si divide in 20 arrondissements che partono dal centro e si susseguono lungo una spirale che gira in senso orario: il primo include Notre-Dame, la Sainte Chapelle, il Museo del Louvre e les Halles. La Senna divide la città in due parti:

– a Nord la Rive Droite: borghese dove si trovano i palazzi del potere politico;

– a Sud la Rive Gauche: intellettuale dove si trova il centro culturale e l’università della Sorbona, che con la sua creazione ha diffuso la lingua latina (quartier latin).

La differenza ormai non è più così netta.

Sorta sulle isole della Senna, la città all’inizio è cresciuta soprattutto a Sud del fiume. Il nucleo medioevale è oggi delimitato dai Grands Boulevards e dal bd. Saint-Germain. Dal 1970 attorno a Parigi corre una nuova circonvall’azione di 35 km che marca i limiti amministrativi della capitale. Il centro si sta sempre più terziarizzando e alcuni quartieri popolari sono oggi abitati in gran parte d immigrati. Il calo dei cittadini francesi e l’incremento degli immigrati crea a volte problemi di intolleranza.

 

LE NOUVEAU PARIS

Gare d’Orsay

Antica stazione ferroviaria che è un tale capolavoro che può distrarre dalle eccezionali opere che racchiude. La stazione divenne sala di vendite all’asta e il museo venne inaugurato successivamente. Due particolari che la caratterizzano sono: il grande orologio della stazione e la scultura circolare di Carpeaux. All’interno ospita l’omonimo museo che raccoglie soprattutto artisti tra l’800 e il ‘900. Il nuovo museo funge da collegamento cronologico tra il Louvre e il Centre Pompidou

 

Tour Maine-Montparnasse

Venne realizzata nell’omonimo quartiere nel 1973: 209 metri di uffici con 7000 dipendenti e 59 piani. Incredibile vista su Parigi.

 

Bibl’ioteque Nazionale de France (TGB)

La TGB è composta da quattro torri di vetro a forma di libri aperti con uno splendido giardino interno. E’ al primo posto in Europa.

 

Piramide del Louvre

Consente l’accesso alla hall sotterranea in cui si trovano 7 sezioni del museo. La grande piramide, della stessa dimensione di quella di Giza, è stata progettata da Ming Pei: la sua copertura trasparente, con un vetro speciale, produce all’interno l’illuminazione naturale del sottosuolo, e all’esterno un fascino insolito dovuto al suo riflesso.

 

Institut du Monde Arabe

L’IMA è un centro culturale polivalente dedicato al mondo arabo, voluto dalla Francia e da alcuni stati arabi. All’interno è illuminato da cellule fotoelettriche contenute nella facciata: la luce filtrata disegna sui pavimenti motivi decorativi arabeggianti. E’ uno splendido esempio dell’integrazione tra la cultura francese e quella araba. La struttura comprende: il museo, la biblioteca, lo spazio Image et Son, e diverse sale. La moschea, lì vicino, fu costruita per ringraziare i paesi nordafricani dell’aiuto offerto alla Francia nella prima guerra mondiale. Essa ha uno stile andal’uso e riccamente decorato. E’ possibile accedere liberamente al primo giardino, mente per l’interno si può richiedere una visita guidata. Consigliata la visita al Bar arabo in fondo alla strada.

 

12° ARRONDISSEMENT: OPERA-BASTILLE, VIADUC DES ARTS, BERCY

Dato che l’opera era accessibile soltanto ai ricchi e per volere del suo Presidente socialista, Parigi ebbe un tempio sonoro popolare: l’Opera-Bastille, inaugurata nell’anniversario del bicentenario della rivoluzione. E’ un edificio massiccio, dalle forme geometriche che suscita ancora oggi polemiche per la facciata d’acciaio a vetro, ma ne è riconosciuto il suo valore sociale. L’edificio ha una grande sala con palchi mobili ed una maison de l’Opéra, con biblioteca, videoteca e discoteca. Dopo pochi mesi, l’edificio ha dato segni di degrado ed è in atto una ristrutturazione.

A poca distanza si raggiunge la Gare de Lyon, dove vale la pena di entrare al Train Bleu, un famoso ristorante considerato un monumento del kitch; in alternativa ci si può affacciare in Place d’Aligre, dove si vive a pieno la multietnicità parigina. Da Place d’Aligre s’imbocca il Viaduc des Arts, dove sotto le arcate di un’antica linea ferroviaria sono stati realizzati negozi e gallerie d’arte; fino a raggiungere una trincea da cui si accede al Bois de Vincennes, famoso per i suoi laghi, per lo Zoo, per il castello, per l’Ist. Int. di Buddismo e per il Museo Etnografico.

Seguendo il percorso si accede nel nuovo quartiere di Bercy. Bercy era il centro del commercio dei vini e rappresentava il porto della città. Successivamente fu realizzato un distretto, dotato di originali strutture abitative, funzionali e ricreative: il parco, il palazzo dello sport e il Ministero delle Finanze. Il Parco conserva alcuni magazzini vinicoli, antichi viali e alberi bicentenari; una terrazza si affaccia sulla Senna e in una vecchia dimora è stata aperta una casa del giardinaggio. Il Ministero delle Finanze si affaccia sul quartiere ed è un curioso insieme architettonico, costituto da un ponte, un viale alberato e un’originale struttura di vetro. Il Palais Omnisports (POPB) è circondato da un giardino e composto da un’immensa sala; qui si svolgono 45 discipline sportive diverse e concerti. Il palazzetto si fonde con il parco grazie al tappeto erboso che ne ricopre la facciata.

 

CENTRE GEORGES POMPIDOU E FORUM DES HALLES

Gli anni ‘60 furono gli anni della “guerra fredda” tra Stati Uniti e U.R.S.S., e da questa forte competizione ne derivò il trionfo della tecnica. L’architettura moderna, condizionata da tutto ciò si fece “high tech” e Parigi scelse il Centre Pompidou per la sua prima realizzazione.

Il Centro fu voluto dal Presidente Georges Pompidou, per assicurare a Parigi una casa della cultura e a se stesso un’immagine immortale. L’edificio sorse su un rialzo dove in passato erano ammassati i rifiuti dei mercati, les Halles; da qui l’ironico nome di Beauborg, “bel borgo”. Gli architetti realizzarono una megastruttura che mostra il suo interno: un tubo di plexiglas esterno ospita la scala mobile d’accesso e le condutture corrono lungo la facciata, che presenta un intreccio di tubi d’acciaio appoggiati a pareti di vetro. L’aspetto del centro ne risalta il carattere non privilegiato, l’edificio vuole gridare la sua funzione pubblica: la cultura è per tutti!

Al pian terreno troviamo libreria, sala proiezioni e laboratorio per bambini; le scale conducono al secondo piano dove c’è un laboratorio linguistico e un’enorme biblioteca pubblica; agli ultimi piani è ospitato il Museo Nazionale d’Arte Moderna. All’ultimo piano si apre una terrazza panoramica che spazia sulla fontana Stravinski e sul sagrato civile, uno degli angoli più suggestivi. La fontana si trova sull’omonima piazza, e nella sua gigantesca vasca ci sono delle sculture fantasiose.

Il nome “halles” significa “tutti vi andavano”. Grazie ai commercianti il quartiere divenne ricco, ma ai suoi margini i poveri frugavano tra i rifiuti. A poca distanza c’era il cimitero degli Innocenti, da cui emanava il tanfo delle fosse comuni. Poi il cimitero venne chiuso e Napoleone III unificò i mercati, costruendo nuovi padiglioni realizzati con 10 enormi strutture a forma di ombrello e piene di luce. Essi divennero una delle curiosità della capitale. Successivamente les halles furono trasferite alla periferia della città, i padiglioni vennero abbattuti tra mille polemiche e se ne conservano oggi soltanto due. In sostituzione dei mercati, dopo molte discussioni, venne inaugurato l’immenso Forum des Halles: un complesso in vetro e cemento su cinque piani. Più tardi venne aperta un’altra sezione che ospita: una serra con quattro piramidi trasparenti, una piscina, un centro oceanico e uno artistico. Questi spazi sono molto riusciti sia dal punto di vista estetico che da quello ideologico. Interessante è il Forum des Images, il primo centro culturale specializzato in campo audiovisivo, supportato da un cyber-caffè. All’esterno c’è un grande giardino che si dirama in un insieme di giochi e percorsi originali.

 

PARC DE LA VILLETTE

Napoleone inaugurò alcuni canali per rifornire Parigi di acqua e creare nuove vie navigabili : il bacino della Villette, che permise al quartiere di trasformarsi in un grande centro industriale e commerciale. L’attuale parco, a Nord-Est di Parigi, si affaccia su questi canali ed è raggiungibile anche in battello, con una crociera: potremmo così ammirare le folies, sculture rosse disseminate nel parco. In realtà si tratta di vecchi mattatoi parigini, che provocarono un enorme scandalo per lo spreco di denaro della loro ristrutturazione, così il Presidente decise di trasformarli in un Beauborg della scienza. Il quartiere è oggi uno dei poli culturali e didattici più attivi della capitale.

All’interno del parco troviamo la Cité des Sciences et de l’Industrie: un gigantesco parallelepipedo circondato da fossati. Alcuni dei suoi centri di attività sono:

– la cité des enfants, divisa in due sezioni

– la cité des métiers, per informazioni sul mondo del lavoro

– il cinema

– il planetario

– il museo scientifico

Non lontano una grande sfera in acciaio che galleggia sull’acqua, ospita il più grande schermo emisferico del mondo: la Géode. Che permette una visione a 180° e consente di partecipare ad affascinanti avventure.

Il Cineaxe, un simulatore che riproduce l’addestramento dei piloti d’aviazione.

La Cité de la Musique è un luogo dedicato a tutte le forme musicali. Ospita il Conservatorio, una sala da concerto, su un giardino si aprono tre sale e accanto c’è un museo musicale.

A Sud troviamo la Grande Halle: un’enorme struttura metallica, prima ex mattatoio, poi trasformata in uno spazio culturale polivalente.

 

LA DEFÉNSE

Il quartiere si trova ad Ovest della città. Il progetto fu ideato dai tempi di Napoleone, ma il quartiere nacque ufficialmente negli anni ‘60 per decentrare gli uffici e per snellire il traffico. Successivamente sono state aggiunte le funzioni commerciali. Il complesso sembra una Manhattan parigina, e negli ultimi tempi si è creato la fama di primo centro direzionale europeo.

Inizialmente fu realizzato l’edificio del C.N.I.T., che oltre alle sale espositive oggi ospita anche servizi commerciali. L’intero quartiere poggia su una piattaforma, sotto la quale si trovano le reti stradali e le linee metropolitane, mentre al di sopra ci sono le torri e la zona pedonale. La maggior parte degli edifici è realizzata in vetro. La realizzazione più significativa è la Grande Arche, progettata in occasione del bicentenario della rivoluzione. Si tratta di un grande cubo vuoto, rivestito in marmo bianco di Carrara e formato da due pareti di uffici. La grande vela sospesa all’interno ha lo scopo di ridurre la velocità del vento e l’effetto del grande vuoto. Dall’alto della sua terrazza si può notare un panorama contrastante: a est la metropoli, a ovest la campagna. La Grande Arche ha fornito quell’elemento di attrazione turistica che le mancava.

Tra gli ultimi progetti del quartiere c’è la Tour Sans Fin, che probabilmente non vedrà mai luce.

 

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