Pascoli e Barrie a confronto

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dalla tesina “Peter Pan” esame di stato 2011

di Angela Maraggia

 

Sebbene il ritorno all’innocenza sia considerato un mito e per di più dannoso, molti autori del passato, tra cui Pascoli, hanno identificato la fanciullezza con l’autenticità umana.

 

C’è dentro noi un fanciullino che rimane tale anche quando noi cresciamo e si accende nei nostri occhi un nuovo desiderare. Il fanciullino ama i lunghi viaggi e le grandi traversie e non si interessa degli amori e delle donne. . Il fanciullino si meraviglia di tutto, poiché tutto gli sembra nuovo e bello e non tralascia nessun particolare; il fanciullino è generoso e buono, i fanciulli che sono in loro, i quali, per ogni poco dagio e di tregua che sia data, si corrono in contro, e si abbracciano e giocano. Egli è in tutti gli uomini. E lui che ha paura al buio, è lui che ci fa sognare ad occhi aperti, è lui che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle: che popola l’ombra di fantasmi e il cielo di dei, è lui che piange e ride senza perché, che sa dire la parola che ci commuove, che sa fare umano e puro l’amore, che fa sorgere nell’uomo serio la meraviglia per le fiabe e le leggende e nell’uomo pacifico fa echeggiare le fanfare e nell’uomo incredulo fa vaporare un altarino. E lui che mette il nome alle cose e da un segno, un suono, un colore, a cui riconoscere sempre ciò che vide una volta,è lui che scopre nelle cose le somiglianze e le relazioni più generose .”

 

Pascoli, come Barrie, credeva in uno spirito che restasse sempre giovane, senza mai invecchiare e lo considerava proprio di tutti gli uomini.

Mostrandone solo i lati positivi, come il saper ascoltare e guardare con occhi sinceri il mondo; Pascoli dimentica come i fanciulli sono anche crudeli e senza cuore.

Barrie ha racchiuso quest’ultimo aspetto nella figura di Peter Pan:

 

Non ci fu mia una famiglia più felice di quella , prima della venuta di Peter Pan”

(J. M. Barrie, Peter Pan)

 

Peter Pan sembra l’opposto del fanciullino. Quest’ultimo è in grado di occupare in silenzio il suo piccolo angolo di anima che gli è riservato e ricorda con la stessa intensità ogni esperienza vissuta.

Al contrario Peter Pan è sempre in movimento, tanto che i suoi sogni sono sempre più agitati di quelli di un altro bambino. Egli, inoltre, vive ogni istante come se fosse l’ultimo, dimenticandosi dell’accaduto subito dopo.

Più volte Wendy fu terrorizzata di questo suo atteggiamento, senza poter far nulla per evitarlo:

 

Non mi dimenticherai, vero Peter, prima che arrivi il tempo delle pulizie di primavera?”

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