Paul Valery

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di Carlo Zacco

Paul Valery (1871 – 1945) 

Charmes. Dopo i primi esperimenti giovanili, ed un silenzio ventennale Valery pubblica La jeune Parque (1917) e Charmes (1922) che significa «Gli incanti», l’espressione più matura della sua poetica, in cui sono contenuti i due componimenti Les pas e Cimitero marino.

Si dedica a studi filosofici e scientifici, ed ha una concezione razionalistica di letteratura, rappresentando un alternativa al pensiero crociano.

Autocontrollo/ irrazionalità. Il carattere principale della sua poetica è un contrasto tra il desiderio di lucido raziocinio, manifestato dall’uso di difficili vincoli metrici, ed una sensualità trascinante. Desiderio di autocontrollo da un lato, consapevolezza di un ineliminabile irrazionalità dall’altro.

 

Les Pas, in Charmes (1922)

 

E’ poco più di un omaggio galante all’amata, un madrigale, ma vi compaiono tutte le parole chiave dell’esperienza simbolista: silenzio, attesa, ombra divina, essere e non essere.

Si parla di qualcosa di immateriale, i passi dell’amata, nell’attimo che precede un incontro d’amore; di questo attimo il poeta esalta l’attesa: il non essere (poiché non è ancora il momento atteso) e contemporaneamente l’essere, poiché proprio quei momenti d’attesa sono portatori di una dolcezza infinita, che il poeta vuole prolungare. Si tratta di pochi istanti che nella coscienza del poeta si dilatano, appaiono rallentati, come lenti sono i passi dell’amata (tempo/durata).  La figura è sacralizzata, idealizzata.

 

Tes pas, enfants de mon silence,
Saintement, lentement placés,
Vers le lit de ma vigilance
Procèdent muets et glacés.

Personne pure, ombre divine,
Qu’ils sont doux, tes pas retenus !
Dieux !… tous les dons que je devine
Viennent à moi sur ces pieds nus !

Si, de tes lèvres avancées,
Tu prépares pour l’apaiser,
A l’habitant de mes pensées
La nourriture d’un baiser,

Ne hâte pas cet acte tendre,
Douceur d’être et de n’être pas,
Car j’ai vécu de vous attendre,
Et mon coeur n’était que vos pas.

 1. I passi nascono dall’attesa, dal desiderio, sono desiderati e procedono verso il poeta; Muti: forse perché non si sa cosa nascondano.

 

2. Non è una persona, è quasi un ombra, sacralizzata dal desidero e dal piacede nell’attesa. I passi sono più apprezzati quanto più non arrivano, poiché il desiderio loro è maggiore.

 

3. Le labbra protese offrono il nutrimento di un bacio che possa quietare l’«ospite dei miei sogni» che è naturalmente il poeta stesso. Immateriale anch’esso, che esiste poiché desidera. La soddisfazione si fa apprezzare tanto più si rende desiderabile e non a portata di mano.

 

4. Essere e insieme non essere: la dolcezza non sta solo nella soddisfazione, ma anche nell’attesa di questa, ciò che non è.

E’ l’attesa dell’amata che conta. Nulla di concreto viene nominato, ma tutto è sempre solo alluso.

 


 

 

Leo Spitzer: analisi linguistica.

 

Leo Spitzer scrive un saggio sulle innovazioni linguistiche del Simbolismo; lingua interiorizzata che realizza la sua immaterialità tramite effetti fonici. L’espressione deve essere indeterminata, sfumata, interiorizzata, armoniosa, deve sorprendere, scorciare, offrire nuove possibilità al linguaggio, deve alludere più che dire.

 

Spitzer fa un inventario di alcununi procedimenti linguistici ricorrenti.

Innanzitutto le preposizioni: avviane un’animazione delle preposizioni; le particelle preposizionali vengono usate in modo diverso, e danno nuove possibilità per esprimere nuove reazioni tra le idee, e in modo diverso da quello tradizionale.

• La sfinge immobile alle sabbie della noia = alle al posto di nelle; una sfumatura dativale ‘anima’ lo stato in luogo creando una localizzazione più mentale che spaziale.

• Oscilla foglia a foglia al suo peso che lo piega = al al posto di per; anche qui il complemento di causa viene sfumato e mosso dalla preposizione del moto a luogo.

• Ecco tutto il mare che crolla alle spiagge dolci = crolla alle spiagge anziché si infrange sulle spiagge; già il verbo crollare riferito al mare è inconsueto, poiché si vuol dare l’idea del mare che si infrange sulle spiagge dolci; ma ancora una volta l’a preposizione ‘sbagliata’ smuove il periodo creando un senso di sfumato, e l’idea di rapporti non netti e precisi tra le cose.

• La sera blu di un silenzio di danze stancate = blu di un silenzio anziché blu a causa del silenzio ; la preposizione di è usata a prescindere dal motivo o dalla causa; oltre al fatto che il silenzio non ha colore, la preposizione di stringe il rapporto tra il blu e il silenzio

 

Cimitero marino

 

Componimento lungo e complesso, sottolinea il rapporto tra i suoni e i significati; Valéry, che è un filosofo attento e preciso, in ciò compie un lavoro accurato per far si che una forma rigida possa contenere un discorso complesso e lungo.

Il luogo cui allude il titolo è un cimitero affacciato sul mare a Sète, in Provenza, dove l’autore si recava da ragazzino.

 

La poesia di Valery acquista senso a partire dalla musica, a cose fatte: l’autore ha in imente un motivo, un ritmo che gli chiede di essere riempito con parole. Casualmente questo ritmo corrisponde al Decasyllabe, verso ormai obsoleto, caduto in disuso in Francia e sostituito con l’alessandrino. Il significato delle parole ha importanza secondaria, le parole sono animate da un intenzione diversa; la base è il ritmo, ilpoeta lo riempie con le parole.

 

Il simbolismo

 

Questa poesia è caratterizzata da almeno due fattori che la catapultano in un era nuova e moderna: a) l’interesse per il brutto, l’osceno, l’insolito, tutto ciò che fino ad allora era rimasto fuori dal canone della rappresentazione poetica; b) la sperimentazione di nuove forme e la valorizzazione degli aspetti fonici del testo, ai suoni viene attribuito un significato simbolico sino ad allora trascurato.

La poesia simbolista è difficile, oscura; la comunicazione razionale diventa per lei fatto secondario. Inoltre il poeta diventa critico di sé stesso, e diviene banditore delle novità, dei nuovi modi di fare arte.

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