Prima del viaggio

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di Eugenio Montale

analisi del testo di Miriam Gaudio

ANALISI DELLA POESIA 
   "Prima del viaggio" 
    (Eugenio Montale)

 Prima del viaggio si scrutano gli orari,

le coincidenze, le soste, le pernottazioni

e le prenotazioni ( di camere con bagno

o doccia, a un letto o due o addirittura un flat);

si consultano

le guide Hachette e quelle dei musei,

si scambiano valute, si dividono

franchi da escudos, rubli da copechi;

prima del viaggio si informa

qualche amico o parente,si controllano

valigie e passaporti, si completa

il corredo, si acquista un supplemento

di lamette da barba, eventualmente

si dà un’occhiata al testamento, pura

scaramanzia perché i disastri aerei

in percentuale sono nulla;

prima

del viaggio si è tranquilli ma si sospetta che

il saggio non si muova e che il piacere

di ritornare costi uno sproposito.

E poi si parte e tutto è OK e tutto

è per il meglio e inutile.

 

E ora che ne sarà

del mio viaggio?

Troppo accuratamente l’ho studiato

senza saperne nulla. Un imprevisto

è la sola speranza. Ma mi dicono

che è una stoltezza dirselo.

 

 

(Eugenio Montale, Satura)

 

ANALISI DELLA POESIA:

 

Prima lettura.

In questa poesia Eugenio Montale ci elenca tutti i preparativi necessari e non che si devono compiere prima di un viaggio. Verso la fine della poesia l’autore riflette sul proprio viaggio che viene paragonato alla vita.

 

Seconda lettura.

Questa poesia è divisa in tre strofe: la prima finisce alla parola “prima” che è stata isolata, quindi è un enjembement ; in questa strofa descrive meticolosamente la preparazione del viaggio.

La seconda parte è divisa dalla terza da uno spazio vuoto: qui l’autore incomincia a descrivere le emozioni, le riflessioni sul viaggio in generale, cioè sulla vita che la maggior parte della gente sta vivendo. La terza parte è la riflessione dell’autore sulla propria vita, su quello che ne sarà di lui e su quello che è già stato.

A prima vista questa poesia sembra quasi un racconto perché priva di rime, allitterazioni e di tutte quelle particolarità che di solito si trovano nelle poesie. Infatti questa poesia è scritta in stile prosastico, se guardiamo bene possiamo notare che le strofe sono endecasillabi, che c’è una metafora che paragona la vita al viaggio e che ci sono enjembement, notiamo anche come la parola “mio” è stato evidenziato in corsivo perchè l’autore voleva dare più importanza a questa parola, voleva sottolineare che il viaggio era suo: la sua vita.

Si può vedere che c’è anche un’assonanza: “prenotazioni e pernottazioni”, ci sono giochi di parole: “testamento e supplemento” e infine una consonanza: “pernottazioni, consultano, dividono”. Questa, dunque, è certamente una poesia.

Nella frase “…e tutto è Ok e tutto è per il meglio e inutile.” L’autore con la ripetizione della parola “tutto” vuole sottolineare che ogni cosa, dalle persone agli avvenimenti, dai gesti quotidiani, a quando ti addormenti è inutile, cioè non utile a sé stessi poiché non c’è novità.

Nella vita dell’autore c’è stata più preparazione al viaggio che il viaggio stesso, e poiché neanche lui è pronto a buttarsi nell’esperienza del viaggio, la sua vita è noiosa, uguale, non ha ancora trovato il suo viaggio e spera in una novità; ecco perché dice: “un imprevisto è la sola speranza”, quando sai già quello che succede porta via il gusto di vivere. Scoprire cose nuove è sempre emozionante, l’imprevisto ti mette in gioco.

 

Terza lettura.

L’autore, quindi, con questa poesia ci sta avvertendo di non fare il suo stesso errore: vivere con l’idea di pianificare tutto, anche perché non è possibile, il destino ci è sconosciuto. Ci dice di cogliere l’istante, cioè di non perdere le occasioni della vita per paura di ciò che non conosci.

Il futuro verrà da sé, anche se lo aspettiamo e lo incitiamo lui verrà al tempo giusto, mentre noi, ossessionati da esso, finiamo per sprecare un’occasione dopo l’altra.

 

Quarta lettura.

Dalla mia esperienza posso dire che la mia vita è stata tutta un imprevisto: a partire da quando ho conosciuto per la prima volta le mie/i miei compagni di classe, l’esperienza fantastica del Portico, le vacanzine, il pianoforte, la famiglia; insomma ogni giorno scopro sempre qualcosa di nuovo anche se faccio sempre le stesse cose e questo rende la mia vita un interminabile bellissimo imprevisto.

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