Sessantotto

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Diario politicamente scorretto

Recensione del libro Sessantotto. Diario politicamente scorretto di Paolo Deotto

Il Sessantotto è entrato ormai talmente nella mitica, che se ne parla come di un evento storico, di una svolta epocale, di un movimento” che ha comunque portato l’Italia a svegliarsi, a cambiare, a uscire dal suo torpore. Ma siamo sicuri che tanta retorica non nasconda altro, soprattutto per chi ottenne carriere politiche e tanti altri vantaggi? Una rilettura storica precisa e documentata ci parla di un Sessantotto che fu anche esplosione di violenza, distruzione di valori, senza averne altri validi da proporre, scuola di prevaricazione e di odio. Questo libro è la cronaca di un uomo che in quegli anni era studente del quinto anno di liceo, e poi matricola in università, che vide e visse quegli avvenimenti e che ora li ricorda, nella loro crudezza e nella loro sostanza. È brutto parlare di violenza, di sopraffazione, di svilimento della figura femminile, di gioventù smarrita, usata e tradita. Ma queste sono le cose che lAutore ha visto, vissuto e che ora racconta, per una riflessione meno retorica e più realistica su quegli anni.

Paolo Deotto (1949), laureato in Giurisprudenza allUniversità Cattolica di Milano, da diversi anni si occupa di studi storici, in particolare sul Novecento, come libero ricercatore. E stato tra i fondatori della prima Rivista storica on line, Storia in Network”, e attualmente collabora col sito StoriaLibera. Pubblica anche sul sito dell’Istituto Storico per lInsorgenza e lIdentità Nazionale e sulle riviste Nova Historica e Radici Cristiane.

a cura di storia libera

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