Talor mentre cammino per le strade di Camillo Sbarbaro

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Talor mentre cammino per le strade di Camillo Sbarbaro

Talor, mentre cammino per le strade

della città tumultuosa solo

mi dimentico il mio destino d’essere

uomo tra gli altri, e, come smemorato,

anzi tratto fuor di me stesso, guardo       5

la gente con aperti estranei occhi.

 

M’occupa allora un puerile, un vago

senso di sofferenza e d’ansietà

come per mano che mi opprima il cuore.

fronti calve di vecchi, inconsapevoli      10

occhi di bimbi, facce consuete

di nati a faticare e a riprodursi,

 

facce volpine stupide beate,

facce ambigue di preti, pitturate

facce di meretrici, entro il cervello         15

mi s’imprimono dolorosamente.

 

E conosco l’inganno pel qual vivono,

il dolore che mise quella piega

sul loro labbro, le speranze sempre

deluse,                                                            20

e l’inutilità della lor vita

amara e il lor destino ultimo, il buio.

 

Chè ciascuno di loro porta seco

la condanna d’esistere, ma vanno

dimentichi di ciò e di tutto, ognuno        25

occupato dall’attimo che passa,

distratto dal suo vizio prediletto

 

Provo un disagio simile a chi veda

inseguire farfalle lungo l’orlo

d’un precipizio, od una compagnia        30

di strani condannati sorridenti.

E se poco ciò dura, io veramente

in quell’attimo dentro m’impauro

a vedere che gli uomini son tanti.

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