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Terze prove su Fichte - Portale Scolastico | Atuttascuola

Terze prove su Fichte

con alcune soluzioni

  • Verifica svolta di Filosofia su Fichte e Schelling di Alissa Peron

tipologia a

  • Esponi il pensiero politico di Fichte (20 righe)

  • Esponi la dialettica io-non io  presente ne La dottrina della scienza  e le sue implicazioni gnoseologiche ed etiche (20 righe).

tipologia b

  • Fichte ha rielaborato più volte, in edizioni diverse, la sua opera fondamentale. Come si intitola quest’opera ?

    Risposta:

    Dottrina della scienza (prima edizione 1794, altre redazioni nel 1801, 1804, 1814).

  • Esponi i principi fondamentali della dottrina della scienza di Fichte, chiarendo:

    a) perché l’identità dell’io con sé si sostituisce al principio logico di identità;

    b) la natura del non-io;

    c) la distinzione fra io divisibile e io che pone sé stesso nel primo principio.

    (massimo 4 righe per ogni quesito)

     

    Risposta

    a) La riformulazione del fondamentale principio logico A = A come principio dell’identità dell’io con sé stesso (Io = io) esprime il criterio idealistico per cui la coscienza precede ogni contenuto e lo rende possibile. Fichte definisce questo atto dell’io come un porre” l’oggetto. Ma prima di porre qualsiasi contenuto, l’io pone necessariamente sé stesso.

    b) Il non-io, nella dottrina fichtiana dei tre principi, rappresenta la natura, gli oggetti sensibili. Essi sono posti dall’io come una realtà che gli si contrappone; non ne sono quindi derivati, ma, al contrario, si presentano come ciò che gli si oppone e che, a prima vista, non può essere compreso e limita la libertà dell’io.

    c) Lio divisibile è l’io che si contrappone a sua volta al non-io, alla natura e agli oggetti di conoscenza. Esso si identifica con la coscienza che ciascuno di noi ha di se stesso, in quanto l’io assoluto rappresenta un modello concettuale, la struttura fondamentale della coscienza, che, come per Kant, garantisce la possibilità di un rapporto fra il soggetto e l’oggetto.

  • Quale è il rapporto tra l’Io fichtiano e lo Streben tipico della cultura romantica ?

Risposta:

E un rapporto molto stretto. Streben (tendere, aspirare) indica il principio romantico dello slancio spirituale, della tensione perenne al di là di ogni limite oggettivo, di ogni convenzione o realtà finita che si voglia. E lo stesso movimento spirituale che caratterizza l’Io fichtiano nei confronti del non-Io: l’affermazione della propria libertà nei confronti del non-Io è il compito infinito dell’Io.

  • E giusto dire che il non-Io di Fichte corrisponde alla cosa in sé” di Kant ?

    Risposta:

    No. La cosa in sé” è per Kant qualcosa di inconoscibile ed irriducibile alla ragione, e che segna comunque il permanere di una realtà indipendente dal soggetto. Per questo il criticismo kantiano non supera completamente il dualismo soggetto-oggetto. Invece il non-Io fichtiano non ha realtà indipendente dall’Io, ma è una posizione dell’Io stesso, il quale distinguendosi da sé dà origine alla coscienza o soggettività finita. In questo modo l’Io diventa per Fichte il fondamento di tutto il reale (monismo idealistico).