Tipi di modelli organizzativi

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1. Modello funzionale, secondo il quale si è strutturata, tradizionalmente, la scuola italiana. Ad esempio i programmi stabiliti dal ministero dovevano essere messi in atto dai singoli docenti. I livelli gerarchici erano limitati, pertanto il lavoro, diviso per funzioni omogenee, era organizzato in modo verticistico, accentrato in un unico organo.
2. Modello divisionale, in cui ci sono staff e unità organizzative diverse (non una unica, come nel caso del modello funzionale), che dà luogo a tre elementi significativi:
a. La distinzione di unità organizzative
b. L’elevata autonomia operativa
c. Gli obiettivi definiti dal vertice
Il modello divisionale ha il difetto, però, che, in certi casi, si creano conflitti tra le unità organizzative (gli staff).
3. Modello per progetto, in cui il lavoro è diviso in base a progetti. Tipicamente, questo fa pensare al fondo di istituto e ai progetti, cioè alle unità organizzative (commissioni) che operano all’interno della scuola a seconda di un progetto pianificato. Si creano così gruppi di lavoro trasversale non in competizione gli uni con gli altri.
4. Modello a matrice, suddivide il lavoro da un lato facendo capo a un modello organizzativo funzionale (cioè del coordinamento), mentre da un altro lato a un modello divisionale (tenendo conto della specializzazione).
Concludendo, possiamo affermare che non esiste un modello assoluto, ma nella nostra società probabilmente vale la pena di implementare modelli misti.

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