Una vita


di Italo Svevo

Questo romanzo, pubblicato nel 1892 senza fortuna (titolo originale Linetto”) è stato scritto fra il 1887 e il 1889, in pieno periodo verista.
Si tratta insomma, come per la protagonista de Lesclusa di Pirandello, di un personaggio novecentesco all’interno di una struttura narrativa ottocentesca

Caratteristiche di Una vita
Canoni naturalistici (spaccato oggettivo del grigiore della vita impiegatizia)
Novità: analisi psicologica
Inettitudine come categoria esistenziale caratterizzata da
Inadeguatezza
Malattia
Rinuncia alla volontà (noluntas)

Tematiche di Una vita
Già in questo romanzo sono presenti tematiche che poi Svevo svilupperà nei due seguenti, come il contrasto salute-malattia:
I SANI vincono, ma sono inconsapevoli strumenti delle leggi di natura
I MALATI INETTI perdono, ma, privilegiati dalla coscienza, possono scegliere:
La libertà morale (fino al suicidio)
Il sogno, i voli pindarici, l’ironia
 

Alfonso Nitti
Il protagonista di Una vita trasforma la realtà esterna non con l’azione, ma rimuginando continuamente su di essa, fino a pervenire ad una sorta di idealizzazione (al contrario del verismo)
Ad esempio, Annetta dapprima gli appare piena di difetti, poi diventa una magnifica creatura” (è il pensiero che trasforma la realtà)

Leccessivo attivismo intellettuale di Alfonso Nitti lo paralizza sul piano dell’azione e non gli consente di avere un rapporto adeguato con la realtà.
Egli è così incapace di vivere autenticamente e spregiudicatamente le situazioni ed è sentimentalmente incostante e irresoluto

Insomma, Alfonso non è capace di assumersi le sue responsabilità.

Per esempio:
Fugge al paese (villaggio materno) proprio quando il rapporto con Annetta potrebbe realizzarsi in un matrimonio
Tra i due (Alfonso e Annetta) è sempre lei che prende le decisioni fondamentali, ad esempio invitandolo alla notte d’amore
 

Tecniche narrative
Linsistita focalizzazione interna (ci sono monologhi interiori anche se il romanzo è narrato in terza persona) permette di scavare nelle contraddizioni di Alfonso, che spesso compie azioni senza naturalezza.
Per esempio:
Bacia Annetta non per trasporto sentimentale, ma pensando che lei lo fa per compassione
La saluta di lontano agitando il cappello solo per una moda (così si usa in amore)
 

Tecniche narrative: gli spazi
Gli spazi interni sono oppressivi, come la banca, e le case (la sua, in affitto, o quella dei Maller)
Gli spazi esterni:
Trieste, la città grigia che rappresenta la cruda realtà cui l’inetto Alfonso non si adatta (unico luogo amato è la biblioteca)
il nostalgico paese, in realtà un villaggio ancestrale
la brillante e fascinosa Parigi (il Parigi) solo desiderata
 

Tecniche narrative: la lingua
Alcune particolarità lessicali e sintattiche, in parte sono dovute all’origine dello scrittore (la Trieste asburgica) in parte sono volute e caratterizzano uno stile espressivo molto personale.

Vi è un accostamento di registri linguistici e repertori lessicali diversi. Ad esempio, Svevo scrive disaggradevole” invece di sgradevole”, tranquillare” per tranquillizzare”
 

Autobiografismo
Non dobbiamo dimenticare che Ettore Schmitz (Italo Svevo) lavorò dal 1880 al 1900 presso la Banca Union di Trieste (nel romanzo Banca Maller”), per cui Una vita si presenta come il più autobiografico fra i romanzi sveviani.

Infatti egli, pur svolgendo con serietà il suo lavoro monotono, leggeva Nietzsche. Shopenauer, Darwin, Freud e i naturalisti francesi, proprio come fa Alfonso.
 

Primo permesso di Alfonso
È chiesto solo per insofferenza per il suo lavoro e per i luoghi chiusi. Per questo, pur avendo quindici giorni di libertà, non va al paese, ma si limita a fare gite nei dintorni della città
 

Secondo permesso di Alfonso
È chiesto su suggerimento di Annetta, per far in modo che Alfonso non sia presente quando Annetta dichiarerà al padre il suo amore. La scusa per il permesso è la salute cagionevole della madre di Alfonso, che in effetti si ammalerà e morirà durante il suo soggiorno.
Comunque, questo permesso è affrontato in modo molto ambiguo sia da Annetta che da Alfonso.

Annetta sembra quasi pentirsi di aver chiesto ad Alfonso di andarsene, ma poi se ne farà una ragione e, volubile, come è, si innamorerà di Macario (amico” di Alfonso) e si fidanzerà con lui
Alfonso decide di andarsene proprio perché si rende conto che la sua lontananza può guastare il suo rapporto con Annetta (lontano dagli occhi ), poiché intuisce che lei si è lasciata trasportare con lui solo dal gusto di un’avventura erotico-sentimentale e non per vero amore. Tuttavia, quando torna dal paese e sa del fidanzamento di Annetta con Macario, si pente e prova una fortissima gelosia
 

Suicidio di Alfonso
Alfonso brucia di gelosia per l’amico Macario, che sta per sposare Annetta e provoca il fratello di lei ad un duello. Credendo di essere destinato a soccombere, Alfonso si toglie la vita, e pensa così di mutare in amore l’odio che Annetta prova adesso per lui. Del resto, la vita per lui era insopportabile, poiché si sentiva incapace di affrontarla.

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