Zanna bianca

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Jack London

Compito svolto di narrativa di Miriam Gaudio

Domanda

1. Nel capitolo di apertura del romanzo l’autore presenta l’ambiente. Rileggi le prime pagine del capitolo e sottolinea con due colori diversi la descrizione della natura e quella degli uomini.

Risposta

1. Da: “ la cupa foresta…” a “…dal cuore gelato.” La descrizione della natura. Da “Eppure, uno davanti all’altro…” a “…abissi spaziali.” La descrizione degli uomini.

Domanda

2. Quali sono le caratteristiche della natura descritta e quella degli uomini?

Risposta

2. Le caratteristiche della descrizione della natura sono: che è un luogo freddo e desolato, che immobilizza ogni movimento vitale ed è un paesaggio quasi malvagio, che ti ghigna in faccia.
I personaggi, invece, cercano di lottare contro la natura e resistono al gelo perché hanno in mente la meta a cui vogliono arrivare.

Domanda

3. L’autore stabilisce un rapporto di sfida tra l’uomo e la natura: ritrova nel testo la frase in cui puoi trovare questa sfida e ricopiala sul quaderno.

Risposta

3. …“Davanti ai cani avanzava faticosamente un uomo con larghe racchette da neve ai piedi; dietro la poppa del veicolo seguiva un altro uomo. Sulla slitta, proprio dentro la cassa, era disteso un altro uomo. Questo era in riposo; aveva finito di faticare; un uomo che la landa desolata aveva conquistato e abbattuto al punto da non potersi più muovere, da non poter più lottare. Le terre desolate e selvagge non amano il movimento. La vita le offende poiché la vita è movimento ed esse vogliono paralizzare qualsiasi movimento vitale. Gelano l’acqua per impedirle di correre al mare; inaridiscono la linfa degli alberi fino a gelare i loro possenti cuori e, ancor più ferocemente e spietatamente, si accaniscono contro l’uomo, tentando di sottometterlo; l’uomo, l’essere dalla vita più movimentata, sempre in rivolta contro l’irrevocabile sentenza che ogni movimento debba, alla fine, concludersi con l’immobilità.”

Domanda

4. La lupa è un personaggio importante nella storia, come l’autore la presenta e la descrive? Ricopia la descrizione.

Risposta

4. “…Li fissava con uno sguardo pieno di desiderio, come fanno i cani; ma in quello sguardo non vi era nulla dell’affetto del cane. Vi era invece il triste squallore della fame, crudele come i suoi denti, spietata come la morsa stessa del ghiaccio. Era molto grande per essere un lupo, la sua scarna struttura ossea rivelava le fattezze di un animale che doveva essere tra i più grandi della sua specie. <Dovrebbe misurare all’incirca sessantacinque centimetri alla spalla>, commentò Henry.<E scommetto che sarà almeno un metro e mezzo di lunghezza>. <Che razza di strani colore per un lupo>, fu l’osservazione di Bill. <Non avevo mai visto un lupo rosso fino a questo momento. Mi sembra quasi del colore della cannella.> La bestia non era precisamente color cannella. La pelliccia era quella tipica del lupo; il color dominante era il grigio, eppure vi si poteva notare una tenue sfumatura rossiccia, una sfumatura incostante, che appariva e scompariva, più simile a un’illusione che alla realtà; un momento grigio, distintamente grigio, e il momento dopo, pervaso da rapidi baleni di un vago colore rossastro, difficile a definirsi.”

Domanda

5. Sottolinea nella prima parte del capitolo secondo la metafora che associa l’idea della notte all’idea della morte.

Risposta

5. “… La grigia luce del giorno indugiò fino alle tre, finché essa si dileguò e il funebre sudario della notte artica si adagiò sulla deserta landa silenziosa.”

Domanda

6. Il capitolo tre è ricco di avvenimenti importanti e di colpi di scena che alla fine dell’episodio la situazione si ribalta ( sottolinea sul libro e riportalo sul quaderno ).

Risposta

6. Gran parte del capitolo tre narra dei lupi che cercano di sbranare Henry che si difende meglio che può, però alla fine la situazione si ribalta, infatti:
“Di tanto in tanto, rialzava il capo per osservare il fuoco che stava morendo. Il cerchio di fiamme e di carboni si frantumava in segmenti separati da aperture. Le aperture si allargavano, i segmenti si restringevano.
<Credo che ormai potete venire a prendermi>, mormorò. <in ogni modo, me ne vado a dormire.>
Una volta si svegliò e, da un’apertura del cerchio di fiamme, proprio davanti a sé, vide la lupa che lo fissava.
Si svegliò di nuovo un po’ più tardi, benché gli sembrassero ore e ore. Un misterioso cambiamento doveva essersi prodotto, così misterioso che egli si svegliò del tutto. Qualcosa doveva essere accaduto. Dapprima non riuscì < capire ma poi se ne rese conto: i lupi se ne erano andati.”
Alla fine alcuni uomini lo assistono, gli stessi che hanno scacciato i lupi.

Miriam Gaudio

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