All’ amico Verano

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Catullo, Carmina, 9

di Carlo Zacco

Carmina

 

IX. Ad Veranium

 

Verani,

mihi

e omnibus meis amicis

antistans

milibus trecentis,

venistine

 

Verano,

che per me

fra tutti i miei amici

stai davanti

trecento miglia,

sei venuto

 

 

domum

ad tuos penates

fratresque unanimos

anumque matrem?

Venisti.

o mihi

 

in patria

dai tuoi penati

e dai tuoi cari fratelli

e dallanziana madre?

Sì, sei venuto.

oh per me

 

 

nuntii beati!

Te visam

incolumem

audiamque

narrantem

loca

facta

nationes

lieta notizia!

Ti vedrò

in salvo

e ti sentirò

narrare

di terre

di imprese

e di popoli

 

Hiberum,

ut mos est tuus,

applicansque

collum

suaviabor

iucundum

os

oculosque.

degli Iberi,

come fai tu,

e piegando

il collo

bacerò

la tua cara

bocca

e gli occhi.

 

o quantum est

hominum beatiorum,

quid est

laetius

me

beatiusve?

o quanti sono

tra gli uomini felici,

che sono

più contenti

di me

e più felici?

 

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