Anna Achmatova


di Carlo Zacco

Anna Achmatova (1889 – 1966) 

Anna_Achmatowa_1950.jpgLa vita. Nasce a Odessa nel 1889 ma si trasferisce ancora giovanissima a San Pietroburgo. Nel 1910 sposa Nikolaj Gumilev, il fondatore dellacmeismo e prende parte al movimento, ma discostandosi leggermente per la nitidezza espressiva dei suoi componimenti e per la tematica amorosa. Anche lei perseguitata e messa a tacere dal regime nato dalla rivoluzione; nel 1921 dallo stesso regime viene arrestato e fucilato Nikolaj Gumilev, e questo fatto la segnerà profondamente.

Compie un viaggio in Italia nel 64, e lo stesso anno riceve la laurea ad honorem a Oxford.

 

Gli acmeisti. Blok è l’esempio migliore di Simbolismo russo per la rappresentazione in una dimensione magica e sognante dell’esistenza. Ma da questo tipo di simbolismo in Russia molti prendono le distanze: lacmeismo ha proprio questo come obiettivo. Nei poeti Acmeisti c’è s’ lo slancio verso un mondo ideale, ma essi sono più aperti alle infiltrazioni realistiche nel testo poetico, puntano ad una maggiore concretezza della rappresentazione: l’oggetto non si fa più incorporeo e sfumato ma prende forma reale. Lacmeismo nasce dunque nel 1910 in opposizione al simbolismo per opera di Nikolaj Gumilev, ne prenderanno parte Osip Mandelstam e Anna Acmatova.

 

Le prime poesie. I primi testi poetici della Acmatova nascono proprio nel contesto degli Acmeisti: al gusto vago del mistero tipico del Simbolismo, essa contrappone una rappresentazione concreta delle realtà sentimentali e un andamento semplice e lineare del discorso. Le singole situazioni psicologiche individuali vengono rappresentate nella loro concretezza, anche se in realtà vengono generalizzare, come rappresentazione di una realtà umana generale, non del singolo individuo hic et nunc.

 

* la vera tenerezza non si scambia, in Cetki (Rosario), 1914

 

Il dato di realtà. Viene qui presentato un piccolo gesto che vorrebbe presentarsi come premura affettuosa verso la donna, ma nel quale lei vede celato un desiderio di possesso carnale, che annulla dunque l’apparente tenerezza del gesto.

Il ritratto psicologico. Si tratta di una falsa premura. Lei desidera ricevere tenerezza, ma vorrebbe che fosse una cosa gratuita, e spontanea (sommersa, cioè naturale, connaturata all’uomo amato); di fatto la ottiene proprio nella forma in cui se la aspetta, ma la giudica inutile, perché è una strategia per ottenere qualcos’altro. La sensazione che lei prova è di delusione, e forse persino di disagio, poiché dietro atti di apparente premura si cela un desiderio meramente carnale.

 

* vasta e gialla la luce serale, in Belaja Staja (stormo bianco), 1917

 

Il dato di realtà. Due innamorati ritrovano il loro amore, ma per potersi riunire devono dimenticare il passato, e redimersi per il tempo perduto.

Il ritratto psicologico. La gioia ritorna dopo tanti anni, ma è una gioia gravata dal peso del tempo e degli errori commessi: per poter ritrovare l’intimità perduta si scava nel passato, e a questo scopo lei gli mostra il suo vecchio quaderno di poesie: lei cerca di condividere con lui dei remoti e ingenui sentimenti di bambina, in modo da calarsi in una situazione emotiva propizia a ricominciare tutto da capo.

 

 

*prima di primavera c’è dei giorni, in Belaja Staja (stormo bianco), 1917


Dato di realtà.
Viene presentato il momento in cui sta per rifiorire la primavera, e in cui il corpo umano si muove in sintonia con il mondo che rinasce; questa situazione consente di rievocare vecchie melodie che ancora conservano la loro bellezza originaria.

Ritratto psicologico. Qui l’amore rappresentato non è quello erotico ma quello per la propria vita, l’amore e il senso di pienezza che si prova nel partecipare all’esistenza. In questa situazione di vita che sta per rinascere il corpo e la mente gioiscono nel sentirsi partecipi di questo processo. Da questo senso di àÆ’àâ€¦àŽ¼àâ‚¬àŽ¬àŽ¸àŽµàŽ¹àŽ±, di compartecipazione affettiva nei confronti della natura nasce la poesia.

 

Non c’è amore erotico qui, come del resto non c’è nella maggior parte delle poesie della Achmatova.

 

* sul lago si è fermata ora la luna

 

v. 1: la l’una illumina la scena, ma non si sa che cosa voglia rappresentare, in ogni caso è una scena luttuosa;

v. 2: la finestra è spalancata, come se qualcuno fosse penetrato di soppiatto per compiere un crimine;

v. 5: si cercano possibili spiegazioni ad uno stato d’animo d’angoscia e tristezza;

 

Dato di realtà. Viene presentata una scena misteriosa: una finestra spalancata, la l’una che illumina la scena; si allude ad una situazione luttuosa, venogno formulate delle ipotesi si cosa possa essere accaduto; si accenna ad un senso di sbigottimento davanti a questa scena misteriosa, ed al canto degli uccelli notturno, come suo mesto accompagnamento.

Situazione psicologica. qui è presentato il dolore, ma si tratta di una proiezione di una interiore insicurezza sul paesaggio osservato, che viene visto come triste e luttuoso. Non viene detto il motivo di questo dolore, e la sua origine rimane nel dubbio.

 

* Questo è il giorno della Madonna di Smolensk, in Anno Domini MCMXXI

 

Il giorno in cui si celebra la festa della Madonna di Smolensk, festa solenne, coincide con i funerali di Aleksandr Blok, morto pochi giorni prima, giovanissimo. La solennità della festa è in contrasto con il senso di profondo dolore per la morte del giovane poeta, poiché questa perdita si carica di significati aggiuntivi: con lui sono morti anche tutti gli ideali che animavano i giovani poeti russi, tra cui la Achmatova.

In questa poesia appare ora il dolore nella sua veste più tragica, e non solo, questo dolore viene amplificato non solo come fatto individuale ma collettivo.

 

Blok del resto more giovane e consumato da una doppia delusione: da un lato l’amore, che non e riuscito a concretizzarsi entro l’istituzione del matrimonio; dall’altro le speranze politiche che si infrangono: blok, insieme agli altri, aveva sperato nell’instaurazione di un sistema democratico dopo la rivoluzione, e questa speranza come sappiamo e stata delusa.

 

Anna interpreta la morte di Blok come fallimento di tutta una poetica, come crollo delle speranze di tutta una generazione di poeti di quel primo novecento, e Blok è il martire di quelle speranze.