Canto di palingenesi


Virgilio, Bucoliche, 4

di Carlo Zacco

 

 

IV – Canto di palingenesi

 

–          Introduzione

Musae

Sicelides,

canamus

paulo maiora!

Non

omnis

iuvant

arbusta

Muse

sicule,

cantiamo

cose un po più alte!

Non

a tutti

piacciono

gli arbusti

 

humilesque

myricae:

si

canimus

silvas,

silvae

sint

dignae

consule.

e le basse

tamerici:

se

cantiamo

le selve,

le selve

siano

degne

di un console.

 

–          L’ultima età

Iam

venit

ultima

aetas

carminis

cumaei;

nascitur

ab integro

magnus

E già

venuta

l’ultima

età

della profezia

cumana;

nasce

di nuovo

una grande

 

ordo

saeclorum,

Iam

redit

et

Virgo,

redeunt

regna

Saturnia;

successione

di generazioni,

Già

ritorna

anche

la Vergine,

ritornano

i regni

di Saturno;

 

Iam

nova

progenies

demittitur

caelo

alto.

Già

la nuova

progenie

discende

dal cielo

profondo.

 

–          A Licinia

Tu

casta

Lucina,

fave

puero

modo nascenti,

quo

primum

Tu

casta

Lucina,

sii propizia

al bambino

che sta per nascere

sotto il quale

finalmente

 

desinet

gens

ferrea

ac

toto

mundo

surget

[stirpe] aurea:

cesserà

la stirpe

del ferro

e

in tutto

il mondo

si leverà

[quella ]dell’oro

 

iam

regnat

tuus Apollo.

ormai

regna

il tuo Apollo.

 

–          Dedica a Poll’io

Eue

adeo

te

hoc

decus aevi

inibit

te consule,

Poll’io,

E

proprio

sotto di  te

questa

età gloriosa

avrà inizio

sotto il tuo consolato,

Pollione,

 

et

incipient

magni

menses;

te duce,

si

manent

qua

e

incominceranno a svolgersi

grandi

mesi;

sotto la tua guida,

se

rimarrà

qualche

 

vestigia

nostri

sceleris,

inrita,

solvent

terras

perpetua

formidine.

traccia

di una nostra

colpa,

saranno vanificate,

libereranno

la terra

dalla costante

paura.

 

–          La vita del Puer

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Ille

accipiet

vitam deum

que

videbit

heroas

permixtos

divis

et

ipse

 

Egli

accoglietà

la vita divina

e

vedrà

gli eroi

misti

agli dei

ed

egli  stesso

 

videbitur

illis

que

reget

orbem

pacatum

virtutibus

patriis.

sarà visto

da loro

e

reggerà

il mondo

pacificato

dal valore

paterno.

 

a) infanzia

At

puer,

tibi

tellus

nullo cultu

fundet

prima munuscula

Allora

o fanciullo,

per te

la terra

senza alcuna coltivazione

farà sbocciare

come primi piccoli doni

 

hederas

errantis

passim

cum baccare

que colocasia

mixta

ridenti acantho.

le edere

che serpeggiano

qua e là

con le bàccare

e la colocasia

mescolata

al ridente acanto.

 

Ipsae

capellae

referent

domum

ubera

distenta

lacte

armenta nec

metuent

Da sole

le caprette

porteranno

allovile

le mammelle

piene

di latte

e gli armenti non

temeranno

 

magnos

leones;

ipsa

cunabula

fundent

tibi

flores

blandos.

Occidet

et serpens

grandi

leoni;

da sola

la culla

farà sbocciare

per te

fiori

carezzevoli.

Cadrà

il serpente

 

et occidet

fallax

herba

veneni;

nascetur

vulgo

amomum

assyrium

e cadrà

lingannevole

erba

velenosa;

nascerà

ovunque

amomo

assiro.

 

–          b) adolescenza – letture

At

simul

poteris iam legere

laudes heroum

et facta

parentis

et cognoscere

quae sit

Poi

quando

saprai già leggere

le lodi degli eroi

e le gesta

di tuo padre

e conoscere

in cosa consista

 

virtus,

campus

paulatim

flavescet

molli arista

que uva

rubens

il valore militare,

ecco che la pianura

poco a poco

biondeggerà

di tenere spighe

e luva

rosseggiante

 

pendebit

sentibus

incultis

et durae quercus

sudabunt

roscida mella.

Suberunt

tamen

 

penderà

da cespugli

incolti

e le dure querce

stilleranno

rugiadosi mieli.

Sopravviveranno

tuttavia

 

 

pauca

vestigia

priscae

fraudis,

quae iubeant

temptare

Thetim

ratibus,

 

poche

tracce

dell’antica

colpa,

tali da imporre

di mettere alla prova

Teti

con le navi

 

 

quae [iubeant]

cingere

oppida

muris,

quae [iubeant]

infindere

sulcos

telluri.

tali da [imporre]

di cingere

la città

con mura,

tali da [imporre]

di tagliare

con solchi

la terra.

 

Erit

tum

alter

Tiphys

et altera

Argo

quae vehat

heroas

delectos:

 

Vi sarà

allora

una seconda

Tifi

e una seconda

Argo

a trasportare

eroi

scelti:

 

 

erunt

etiam

altera

bella

atque iterum

magnus Achilles

mittetur

ad Troiam.

vi saranno

anche

altre

guerre

e di nuovo

il grande Achille

sarà inviato

a Troia.

 

c) età adulta: piena età dell’oro

Hinc,

ubi

aetas

iam firmata

te fecerit

virum,

et ipse vector

cedet

mari

 

Poi,

quando

l’età

già salda

ti avrà fatto

uomo,

e colui che trasporta

si allontanetà

dal mare

 

 

pinus

nautica

nec mutabit

merces:

omnis

tellus

feret

omnia.

Humus

 

 

il pino

diventato nave

non scambietà

merce:

ogni

terra

porterà

ogni cosa.

La terra

 

 

 

non patietur

rastros,

vinea

non [patietur]

falcem;

iam

robustus

arator

non dovrà sopportare

il rastrello,

la vigna

 non dovrà sopportare

la falce;

e già

il robusto

aratore

 

solvet

quoque

iuga

tauris;

nec lana

discet

mentiri

colores

varios,

sed aries

in pratis

scioglierà

anche

i gioghi

ai tori;

né la lana

saprà

simulare

colori

diversi,

ma lariete

nei prati

 

ipse

iam

mutabit

vellera

murice

suave

rubenti,

iam

croceo luto,

da solo

già

trasformerà

il suo vello

in porpora

soavemente

rosseggiante,

e già

in giallo luto,

 

sponte sua

sandyx

vestiet

agnos

pascentis.

spontaneamente

lo sandix

rivestirà

gli agnelli

che pascolano.

 

Esortazione

Talia saecla currite”

dixerunt

Parcae

suis fusis

concordes

stabili

Fate svolgere tali generazioni”

dissero

le parche

ai loro fusi

concordi

nellimmutabile

 

numine

fatorum.

Adgredere

magnos

honores,

iam

tempus aderit,

o cara

potere

dei fati.

Accostati

ai grandi

onori,

ormai

il tempo si avvicina

o cara

 

suboles deum,

magnum

incrementum

Iovis!

Aspice

mundum

nutantem

pondere

prole di dei,

grande

accrescimento

di Giove!

Guarda

il mondo

che oscilla

nel suo peso

 

convexo,

que aspice

terras

tractusque

maris

caelumque

profundum,

[aspice] ut omnia

convesso,

e guarda

le distese

e il tratto

di mare

e il cielo

profondo,

[guarda] come tutto

 

laetantur

venturo saeclo!

O mihi maneat tum

ultima

pars

longae vitae

si rallegra

del secolo che s ta arrivando!

Potesse restarmi allora

l’ultima

parte

di una lunga vita

 

et spiritus

quantum

erit sat

dicere

tua facta:

non me vincat

carminibus

e tanto spirito

quanto

sarà sufficiente

a narrare

le tue gesta:

non mi vincerà

nella poesia

 

nec Thracius Orpheus

nec Linus,

quamvis

huic

adsit

mater

atque huic pater,

né il Trace Orfeo

né Lino,

per quanto

accanto a questo

stia

la madre

e a quello il padre,

 

Call’iopea

Orphei,

formosus Apollo

Lino.

Pan etiam,

Arcadia iudice,

si certet mecum

Call’iope

a Ofero,

il bellApollo

a Lino.

Anche Pan,

benché giudice di Arcadia

se gareggiasse con me

 

Pan etiam

iudice Arcadia

se dicat

victum.

Incipe,

parve puer,

cognoscere

matrem

persino Pan

giudice in Arcadia

si direbbe

vinto.

Incomincia,

o piccolo,

a riconoscere

la madre

 

risu:

matri

decem menses

tulerunt

longa fastidia.

Incipe,

parve puer:

 

col riso:

alla madre

dieci mesi

hanno portato

lunghi fastidi.

Incomincia,

piccolo:

 

 

qui

non risere

parenti

hunc

nec deus

mensa,

nec dea

est dignata

cubili.

chi

non ha sorriso

alla madre

costui

né un dio

di una mensa,

né una dea

degnò

di un letto.