Domande e risposte di grammatica

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DOMANDA

Che differenza c’è tra il complemento oggetto partitivo e il complemento partitivo?

RISPOSTA

LA DEFINIZIONE PIU’ IMPORTANTE E’ QUELLA DELL’articolo partitivo che è la definizione centrale e sicuramente la più importante rispetto a tutte.

1)L’articolo partitivo è quell’articolo costituito non dai soliti articoli che noi conosciamo, fin dalla scuola elementare, e cioè:
IL , LO, LA
I , GLI , LE.
Ma, l’articolo partitivo, riprendendo appunto il discorso di prima, è costitutito dalle seguenti preposizioni articolate
DEL, DELLO, DELLA
DEGLI, DELLE

2)Il soggetto partitivo e’ quel soggetto che ha come articolo un articolo partitivo

3) Il complemento oggetto partitivo è quel compl. Oggetto che ha come articolo un articolo partitivo

4)Il complemento partitivo e’ il seguente:
uno di noi

il più bello di tutta la classe

DOMANDA

i verbi appellativi x avere la funzione di copula devono exere accompagnati dal verbo essere?

RISPOSTA

No , non è necessario che siano accompagnati dal verbo essere: Gli esempi riportati sul libro presentano il verbo essere perchè le voci verbali sono messe in forma passiva. Se infatti volessi fare degli esempi nei quali i verbi presentano si la forma attiva ma mantengono anche la funzione di un verbo copulativo di un predicato nominale, posso farlo benissimo e comunque. Ecco di seguito riportati alcuni esempi, che dimostrano che basta che ci sia uno dei verbi appellativi (ossia verbi che significano dire, chiamare, nominare)per essere di fronte a un predicato nominale e ciò vuol dire che i verbi appellativi sono sempre verbi copulativi ossia verbi che , esattamente come il verbo essere, si accompagnano a un nome o aggettivo, I QUALI A LORO VOLTA fungono da attributo o apposizione E QUINDI DA NOME DEL PREDICATO nominale:
La mamma chiama la bimba Maria.
Io ho soprannominato Gianni la volpe
Il popolo elegge Rossi deputato
Tutti considerano Paolo il migliore della compagnia
L ‘esperienza ha reso me saggio
Queste proposizioni sono degli esempi che io ho scritto trasformando gli esempi del libro dalla forma passiva alla forma attiva, appositamente per dimostrare che la presenza del verbo essere non è necessaria nè con i verbi appellativi nè con i verbi con il significato di sembrare e di nascere.
INOLTRE, LE PARTI DEL DISCORSO SOTTOLINEATE SONO IL VERBO COPULATIVO O COPULA DEL PREDICATO PIU’ IL NOME DEL PREDICATO(NOME O AGGETTIVO) IL NOME NON SOTTOLINEATO CHE TROVIAMO IN MEZZO AI DUE COMPONENTI DEL PREDICATO NOMINALE E’ UN NOME CHE FUNGE DA COMPLEMENTO OGGETTO.
Un altro esempio è:
Io nomino lei supervisore del forum
In questo esempio l’analisi logica è la seguente:
IO=SOGGETTO
NOMINO SUPERVISORE= PREDICATO NOMINALE
LEI=COMPLEMENTO OGGETTO
DEL FORUM=COMPLEMENTO INDIRETTO

Mi sono stati chiesti chiarimenti SULLA PROPOSIZIONE INDIDENTALE O PARENTETICA E COME SI DISTINGUE LA PRIMARIA DALLA SECONDARIA.
1) TEORIA
LA proposizione incidentale o parentetica è quella frase, per intenderci, che è racchiusa tra due virgole è che è, dal punto di vista del significato, un inciso che non aggiunge significato o senso alla proposizione principale , ma esdprime un commento un’opinione un giudizio e un’informazione in piu’.
NON E’ INTRODOTTA DA NESSUNA CONGIUNZIONE O AVVERBIO (PERCHE’, COME, POICHE’), E PROPRIO PER QUESTO CHE IL LIBRO DICE CHE NON HA ALCUN LEGAME SINTATTICO CON LA PRINCIPALE,
——————————————————————————–
PERCHE’ COME NOI SAPPIAMO, IL LEGAME TRA DUE PROPOSIZIONI E I VARI COLLEGAMENTI SONO ESPRESSI DALLE CONGIUNZIONI CHE ABBIAMO STUDIATO.
LA PROPOSIZIONE INCIDENTALE SECONDARIA è SEMPRE UN INCISO, MA LA DISTINGUI DALL’ALTRA INCIDENTALE PRIMARIA PERCHE’ QUESTA, A DIFFERENZA DELL’ALTRA, NE’ INTRODOTTA DA UNA CONGIUNZIONE.

2)PRATICA
QUINDI, COSA FARE DAVAMTI A UN INCISO?
A) SI TRATTA DI UNA PROPOSIZIONE INCIDENTALE.
B)E’PRIMARIA SE NON E’ INTRODOTTA DA UNA CONGIUNZIONE O AVVERBIO, CHE DI SOLITO INTRODUCONO LE ALTRE SUBORDINATE.
C)E’ SECONDARIA, SE E’ INTRODOTTA DA UNA CONGIUNZIONE O AVVERBIO.

COME SI RICAVA IL GRADO DELLE SUBORDINATE?

A)LA SUBORDINATA DI PRIMO GRADO E’ QUELLA PRPOSIZIONE CHE DIPENDE DIRETTAMENTE DALLA PRINCIPALE

B)LA SUBORDINATA DI 2 GRADO E’ QUELLA CHE DIPENDE DALLA SUBORDINATA DI 1 GRADO E CIOE’ E’ AD ESSA DIRETTAMENTE COLLEGATA MEDIANTE LE CONGIUNZIONI (O ALCUNI AVVERBI): PERCHE’, POICHE’ ,COME ,QUANDO, ETC ETC.

C)LA SUBORDINATA DI 3 GRADO E’ QUELLA PROPOSIZIONE CHE E’ DIRETTAMENTE COLLEGATA ALLA SUBORDIANTA DI 2 GRADO.

4)E COSI’ VIA.

 

COS’E’ IL COMPLEMENTO AVVERBIALE?

UN COMPLEMENTO CHE PU0′ ESSERE DI LUOGO DI TEMPO ETC ETC CHE E’ ESPRESSO DA UN ELEMENTO DEL DISCORSI, CHE SE FACCIAMO L’ANALISI GRAMMATICALE, RISULTA ESSERE UN AVVERBIO.

COME SI FA A CAPIRE TRA DUE PROPOSIZIONI COORDINATE QUAL’E’ LA PROPOSIZIONE PRINCIPALE?

LA PRIMA, SEGUENDO L’ORDINE, E’LA PROPOSIZIONE PRINCIPALE; LA SECONDA, INVECE, E’ LA COORDINATA ALLA PRINCIPALE.

una proposizione subordinata può agganciarsi , collegarsi direttamente alla coordinata alla principale e quindi dipendere da essa?

Si, può farlo e siccome il grado della coordinata e lo stesso di quello della principale, il grado della subordinata si calcola come se dipendesse direttamente dalla principale, e quindi sarà una subordinata di primo grado.

dal forum degli studenti di atuttascuola

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