Epilogo delle Georgiche


Virgilio, Georgiche, IV, 559_566

di Carlo Zacco

 

Georgiche, Libro IV

 

559 – 566. Chiusa

 

Haec

canebam

super

cultu

arvorum

pecorumque

et super arboribus,

dum

magnus

Queste cose

cantavo

sulla

cura

dei campi

e delle bestie

e sugli alberi,

mentre

il grande

 

Caesar

fulminat

bello

ad altum Euphraten

victorque

dat iura

per populos volentes

 

Cesare

fulmina

in guerra

al profondo Eufrate

e vincitore

dà leggi

tra popoli consenzienti

 

 

que adfectat

viam

Olympo.

Illo tempore

dulcis

Parthenope

alebat

me Vergilium

e cerca di ottenere

la strada

all’Olimpo.

In quel tempo

la dolce

Partenope

nutriva

me Virgilio

 

florentem

studiis

oti

ignobilis,

qui

lusi

carmina

pastorum

che fiorivo

negli studi

di ozio

inglorioso,

me che

scherzai

(scrivendo) canti

di pastori

 

audaxque

iuventa,

te Tityre

cecini

sub tegmine

patulae fagi.

e, ardito

per la gioventù,

te Titiro

cantai

sotto il coperch’io

di un ampio faggio.