Il dirigente scolastico promotore


di ricerca e innovazione

Il dirigente scolastico, nella scuola dell’autonomia, così come si configura  nel D.P.R. 275/99, e soprattutto come viene presentata la figura del dirigente nell’art. 25 del Decreto Legislativo n. 165 del 2001, deve aiutare e coadiuvare la capacità di apprendimento degli alunni, favorendo un clima di collaborazione all’interno dell’istituzione scolastica, e operando con gli strumenti tipici di una dirigenza innovativa.

Anzitutto, perché l’istituzione risponda alla sua mission, occorre conoscere il contesto ambientale in cui si opera, rilevare i bisogni, individuare le risorse umane, professionali, finanziarie, strumentali disponibili. Poi, occorre instaurare i dovuti rapporti con le realtà presenti sul territorio, come gli enti locali, e favorire i processi di apertura della scuola al mondo esterno, come le realtà lavorative e le altre istituzioni scolastiche. Con queste ultime, poi, il dirigente attiverà i rapporti al fine, se possibile, di instaurare reti di scuole, e realizzare attività in consorzio, come corsi di aggiornamento degli insegnanti o proposte di approfondimento per studenti.

In quest’ottica, visti anche i recenti provvedimenti governativi, varrà la pena di attuare iniziative per l’educazione alla cittadinanza, l’orientamento (es, campus di orientamento per le scuoel del territorio) e lintercultura. A questo proposito, il dirigente, consapevole, della società complessa in cui la scuola si trova ad operare, attuerà tutti le strategie per facilitare l’integrazione, e riconoscere l’importanza dell’ascolto e della collaborazione tra soggetti portatori di  culture o sensibilità diverse, assicurando l’alfabetizzazione culturale.

In una parola, il dirigente scolastico si muoverà nella sua istituzione per facilitare e promuovere il successo scolastico, in quanto il dirigente, nella scuola dell’autonomia, è facilitatore dei processi formativi, non è più un controllore esterno severo e distaccato, ma è compartecipe dell’offerta formativa, insieme con tutti i soggetti che operano nell’istituzione.

In quest’ottica, egli opererà in tutti i modi per favorire il curricolo flessibile, che garantisce il carattere unitario del sistema di istruzione tenendo conto dei bisogni formativi degli alunni, concretamente rilevati, delle esigenze e delle attese delle famiglie, degli enti locali, dei contesti sociali, culturali ed economici del territorio.

 

Il cambiamento organizzativo 

 

Il dirigente scolastico, leader educativo, è in grado di espletare al meglio il proprio ruolo, nella misura in cui sarà capace di prestare sempre più attenzione alla gestione delle risorse umane, finanziarie e tecnologiche e ai bisogni dell’organizzazione interna ed esterna.

La sua disposizione ad essere leader, non più data per scontata, ma sottoposta a verifica e valutazione, come è giusto che sia esattamente come tutti i dirigenti della pubblica amministrazione, si gioca nella capacità di conoscere e utilizzare il sistema delle comunicazioni interpersonali, di motivare i collaboratori, di decentrare la leadership e determinare più livelli di responsabilità organizzativa.

Questo sempre con la finalità esposta in precedenza, cioè l’apprendimento, che però non può non passare da un’organizzazione, come fattore di sviluppo e cambiamento dell’unità scolastica.

Solo in questo modo si attua l interazione continua e produttiva tra più persone, tutte animate da una comune volontà di migliorare se stessi, i processi e i prodotti a cui attendono. Nasce così il concetto di apprendimento organizzativo in cui dall’impegno e dal contributo di tutti scaturisce valore aggiunto in termini di risultati a seguito delle decisioni assunte e delle azioni espletate.

Il Dirigente garantisce la mission (la finalità che decreta l’esistenza della scuola e che la indirizza). Essa descrive la proposta formativa ed evidenzia la capacità di rispondere alle esigenze di cambiamento che caratterizzano la comunità senza abbandonare la vocazione di fondo.