Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

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Roy Lewis

 Il più grande uomo scimmia del pleistocene

 

Titolo: “Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” è un libro di fantascienza a ritroso. La prima pubblicazione del libro é stata nel 1960, quando i titoli del libro erano diversi dal titolo originale. Questo libro racconta la storia dell’evoluzione umana sotto tutti gli aspetti da quello scientifico a quello sociale.

Autore: Roy Lewis nasce il 6 Novembre 1913 a Belfast. Lewis negli anni Trenta portati a termine gli studi, decide di coltivare la sua passione per il giornalismo, ma nella Seconda Guerra Mondiale lo costringe ad arruolarsi. Finita la guerra, Lewis riprende la sua carriera giornalistica. La sua professione lo porta a viaggiare molto. In Africa conobbe Louis Lachei, un antropologo del posto. Da qui nacque l’idea del libro in cui a trasferito tutte le sue conoscenze da antropologo. Ma Lewis scrisse anche molti altri libri.

Riassunto:  Il libro è diviso in due parti: nei primi capitoli, Ernest, il narratore, racconta le vicende passate rispetto al tempo attuale, mentre negli ultimi capitoli, racconta gli eventi quotidiani. Nella prima parte, vengono descritti i primi progressi ottenuti dall’uomo come ad esempio la sua discesa dagli alberi e la scoperta del fuoco ed anche il suo utilizzo come strumento di difesa, per indurire le lance e per la cottura dei cibi. Questa famiglia di primitivi si dedico anche agli studi della botanica, della zoologia e dell’evoluzionismo.  Loro inventano  le prime pitture rupestri e cercano di addomesticare gli animali. Però c’è anche “l’antagonista”, un personaggio che riteneva tutto questo sviluppo negativo e costui era Zio Vania, quando appena qualcuno gli diceva che Edward, il capofamiglia del “branco”, aveva inventato una nuova sua invenzione, lui si metteva con lui a discutere dei problemi che avrebbe portato questa invenzione.”L’invenzione” più importante fu l’esogamia. Infatti Edward intuì che lo sviluppo non poteva avvenire se il sangue non veniva mischiato, perciò “inviò” i propri figli in cerca di una moglie al di fuori dal proprio branco. Un giorno accidentalmente Edward causo un incendio e questo causo la migrazione del clan in cerca di nuove terre che erano a loro volta occupate da altri ominidi. E loro furono costretti a barattare la terra con le loro invenzioni. Questo non piacque molto alla tribù, la quale vedeva baratati da Edward i segreti della loro supremazia. Così Ernest e Oswald, il fratello maggiore del narratore, decisero di uccidere “Il più grande uomo-scimmia del Pleistocene” e loro padre con la sua ultima invenzione, l’arco.

Personaggi:

–   Edward: è il capo-tribù del clan in cui è ambientata tutta la vicenda. Edward è colui che ha sempre spronato i propri figli a non accontentarsi del livello evolutivo che avevano raggiunto, ma li incitava nel cercare di più di quelo che avevano già ragiunto. Però, la sua voglia di portare a tutti i clan queste conoscenze a portato a lui la morte.

–   Ernest: Figlio di Edward, è il narratore della vicenda ed è colui che insiene a suo fratello uccise il padre.

–   Oswald: Figlio di Edward e fratello maggiore di Ernest

–   Zio Vania: Fratello di Edward, Zio Vania è un primate radicato nelle sue convinzioni e attaccato alle consuetudini. Egli ripudia tutto ciò che gli è nuovo, che lo vede come una minaccia che mettera in crisi la vita di tutti gli esseri viventi.

Tempo: La vicenda si svolge nell’epoca del Pleistocenechesi puo capire anche dal titolo, circa tre milioni di anni fa. Nel libro prevale la scena, sono presenti alcuni sommari. Nel testo è presente un grande flashback il quale ci narra tutti gli episodi precedenti allo sposalizio dei figli di Edward.

Spazio: La vicenda è ambientata in Africa vicino alla Rift Valley, nell’Africa Centrale. Sono luoghi prevalentemente aperti, i quali fungono prevalentemente da sfondo alle vicende narrate.

Stile: L’autore utilizza un linguaggio scorrevole e di facile comprensione, sono presenti nel testo alcuni vocaboli provenienti dal linguaggio scientifico.

Narratore: Il narratore è Ernest, come già detto figlio di Edward.

Tematiche: Il testo ci fa vedere come poteva essere la vita all’epoca dei nostri antenati, e su come lo sviluppo tecnologico-scientifico sia sempre stato tanto fondamentale quanto contestato.

Tecniche di presentazione delle parole e dei pensieri dei personaggi: Nel testo prevale il discorso diretto, e sono presenti alcune riflessioni del narratore come monologhi interiori.

Commento: Il libro mi è piaciuto, ma lo credevo molto più divertente. Comunque è da considerare un libro denso di significati: aiuta capire le difficoltà che l’evoluzione ha dovuto incontrare per essere considerata come “l’arma per la sopravvivenza”.

di Umar Akhtar

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