Il teatro dalle origini a Goldoni


Appunti di Elisabetta

Il teatro è una forma letteraria antichissima, che ebbe maggior fortuna nella cultura dell’antica Grecia, in cui gli spettacoli teatrali venivano considerati momenti educativi, d’importanza didattica.

Il teatro si diffuse anche tra i Romani, ma prevalse l’aspetto ludico, tanto che ebbero molta fortuna proprio i mimi, coloro che imitavano i politici, in maniera comica[1]. Ma, a differenza della Grecia, Roma riteneva che calcare le scene fosse declassante[2], il termine istrione era dispregiativo.

Il teatro ebbe una stagione importante anche durante il Medioevo, poiché la Chiesa se ne serviva per diffondere la fede → sacre rappresentazioni, per consolidare il sentimento religioso

Anche nel Rinascimento venne molto apprezzato[3].

Antichissima è la commedia d’arte, le maschere: i cosiddetti tipi. Infatti, ha radici italiche[4], preromane. Ebbero molta fortuna in tutta Europa, soprattutto in Italia, specialmente a Venezia, in cui la tradizione teatrale si giovava del carnevale, ma anche perché era una città libera, si pensi che calcavano la scena anche le donne.

Nel ‘700 entra in crisi, le maschere non avevano un carattere psicologico ed iniziarono a decadere.

 

Carlo Goldoni nasce nel 1707 a Venezia, il padre vorrebbe che si laureasse in giurisprudenza, ma la passione del teatro si rivela fin da subito, tanto che a soli 14 anni entra a far parte di una compagnia teatrale, in cui vive proprio l’esperienza del teatro[5].  Ebbe molta fortuna inizia con il preparare i canovacci (=storia) per le commedie d’arte, poi comprende che questo tipo di spettacolo non può avere uno spessore ed attua una vera e propria riforma:

  • Abolisce il canovaccio

  • Istituisce il copione (inizialmente solo il protagonista, Goldoni cercava di abituare gli attori gradualmente, perché essi non erano propensi, preferivano andare a braccio)

  • Lingua, cerca di unificare

  • Utilizza i personaggi della commedia d’arte dandogli un carattere psicologico, ma gli toglie la maschera

 

Negli ultimi anni, però si crearono rivalità, soprattutto con Carlo Gozzi. Accetta di buon grado la proposta di Luigi XVI di educare i suoi figli, ma con la rivoluzione francese il re viene ucciso e anche lui viene privato dei suoi averi, solo nel 1793, il giorno della sua morte, un funzionario gli conferisce una pensione sociale, per riconoscimento.

 


 


[1] Decimo Laberio, scriveva di Giulio Cesare. Famiglia equestre

[2] nerone

[3] aminta

[4] atellare

[5] Infatti tutti i grandi autori teatrali conoscono bene tutti i dettagli del teatro