La collocazione migliore per le api


Virgilio, Georgiche, IV, 8-32

di Carlo Zacco

 

Georgiche, Libro IV

 

8 – 32. La collocazione migliore per le api

 

Principio

petenda [est]

apibus

sedes

statioque,

quo

neque sit

aditus

Come prima cosa

c’è da cercare

alle api

una sede

e una dimora

dove

non vi sia né

accesso

 

ventis

– nam venti

prohibent

ferre

pabula

domum –

neque oves

haedique

ai venti

– infatti i venti

impediscono

di portare

il cibo

a casa –

né pecore

e capretti

 

petulci

insultent

floribus

aut bucula

errans

campo

decutiat

rorem

capricciosi

saltino  sopra

i fiori

o la giovenca

aggirandosi

per il campo

abbatta

la rugiada

 

et atterat

herbas

surgentes.

Absint

a stabulis

pinguibus

et lacerti

calpesti

l’erba

che cresce.

Siano lontane

dgli alveari

pieni

anche le lucertole

 

picti

terga squalentia,

meropesque

aliaeque

volucres

et Procne,

signata

pectus

variopinte

sui dorsi scagliosi,

e le meropi

e altri

volatili

e anche Procne,

segnata

nel  petto

                         

 

manibus

cruentis;

omnia

nam

vastant

late

ipsasque volantes

ore

dalle mani

insanguinate

tutte queste

infatti

devastano

dappertutto

e gli stessi volatili

col becco

 

ferunt

dulcem

escam

nidis immitibus.

At adsint

liquidi fontes

et stagna

virentia

portano

la dolce

esca

ai nidi spietati.

Ma vi siano

limpide fondi

e stagni

verdeggianti

 

musco

et rivus

fugiens tenuis

per gramina,

palmaque

aut ingens

oleaster

di muschio

e un ruscello

che scorra leggero

attraverso l’erba,

e una palma

o un grande

oleastro

 

inumbret

vestibulum,

ut,

cum

novi reges

ducent

prima examina

faccia ombra

sull’ingresso,

affinché,

quando

nuovi re

guideranno

i primi sciami

 

vere suo,

que iuventus

emissa favis

ludet,

ripa vicina

invitet

nella loro stagione primaverile,

e la gioventù

uscita dai favi

giocherà,

una riva vicina

la inviti

 

decedere

calori,

que arbos

obvia

teneat

hospitiis frondentibus.

a sfuggire

il calore,

e un albero che

di contro

le trattenga

ospitandole nel suo fogliame.

 

In medium,

seu umor

stabit iners

seu profluet,

conice

transversas salices

In mezzo,

si che l’acqua

stia ferma

si che scorra,

getta

trasversalmente dei rami di salice

 

et grandia saxa,

ut possint

consistere

crebris pontibus

et pandere

alas

ad solem

e grandi sassi,

affinché possano

fermarsi

su frequenti sostegni

e distendere

le ali

al sole

 

aestivum,

si forte,

morantes,

Eurus

sparserit

aut immerserit praeceps

estivo,

se per caso,

mentre sostavano,

Euro

le avesse disperse

o le abbia fatte sprofondare

 

Neptuno.

Circum haec

floreat

virides

casiae

et serpylla

late olentia

nell’acqua.

Tuttintorno

fioriscano

verdi

cassie

e sermollino

il cui profumo si sente da lontano

 

et copia

thymbrae

graviter spirantis,

que viol’aria

bibant

fontem inriguum.

e grande quantità

di santoreggia

agremente odorosa,

e cespi di viole

bevano

alla fonte irrigatrice.