La palestra contesa


Da: Contesti e relazioni”  -  relazione tra docenti e  dirigenti

di Maria Paola Viale

In merito al caso de La Palestra contesa” espongo le seguenti riflessioni.

1) Il preside -  Ritengo che il suo comportamento sia stato corretto: ha cercato di trovare un dialogo equilibrato fra le parti nonostante  il problema sia diventato man  mano più complesso. Ha dimostrato di tenere un atteggiamento corretto e professionale nei confronti dell’attività sportiva che del sindaco, nonostante le  pressioni verbali”. Con professionalità ha cercato di indirizzare  la docente  a cambiare il giorno dell’attività  per  non creare  incomprensioni  con la società  sportiva.  Condivido, ritenendo valida ed efficace, la mediazione da lui operata, rispettosa da una parte delle esigenze dei docenti, dall’altra capace di evitare infruttuosi conflitti con LAmministrazione comunale.

2) Il presidente dell’associazione sportiva – Subito, ha cercato di trovare un dialogo con l’istituzione scolastica, richiedendo, eventualmente, la partecipazione anche dei genitori per discutere la questione. Tuttavia, mi  è sembrato esagerato quando vuole affrontare  il problema chiedendo agli stessi genitori di tenere a casa i propri figli. Non ritengo una scelta adeguata anche quella di far intervenire le  televisioni locali ed i giornali. Forse sarebbe bastato un chiarimento più amichevole e informale con l’insegnante interessata al fine di trovare una soluzione più congeniale e favorevole per tutti.

3) Il sindaco – Non ha agito in maniera del tutto professionale, soprattutto, quando fa capire al Preside che è meglio lasciare la palestra alla Società sportiva, visto il contributo finanziario assegnato alla scuola. Secondo me, il sindaco dovrebbe ricordare che l’autonomia, a livello giuridico, indirizza e permette, attraverso il suo regolamento, i  comportamenti” da tenere  nel rispetto di tutte le agenzie educative. Inoltre, esagera quando vuole  rivolgersi direttamente alla Direzione Generale e minaccia” il taglio dei fondi aggiuntivi destinati all’istituzione scolastica. Infatti, secondo me, in questo tipo di contese non sono mai le istituzioni a rimetterci ma bensì gli utenti. Avrebbe dovuto, caso mai, cercare un’altra sede per permettere a tutte le parti di svolgere le loro attività senza entrare in conflitto tra di loro.

4) Giovanna – è senza dubbio uninsegnante con una certa esperienza che la porta ad essere determinata nelle decisioni senza guardare” le esigenze degli altri. Condivido la sua volontà e la sua determinazione e trovo giusto che chieda la convocazione del Collegio dei docenti per giungere a una soluzione definitiva del problema, ma trovo eccessiva la sua richiesta di tutela al Sindacato. Alcune volte risulta più vantaggioso per tutti mediare e cercare un accordo ragionevole piuttosto che ostinarsi a rimanere sulle proprie posizioni, per quanto legittime e motivate. Il suo corso può trovare forse un’altra palestra  del circolo didattico e/o  può svolgersi in un altro giorno!!

Per concludere, penso che uninsegnante debba acquisire, nell’arco della sua carriera, due tipi di competenza:  una personale, connessa al modo in cui controlliamo noi stessi , e una relazionale, legata al modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri.

Io sono convinta che, se la maestra Giovanna, visto il numero esiguo dei partecipanti, avesse attivato il suo corso in un’altra palestra del circolo didattico, la scuola avrebbe acquisito più disponibilità e collaborazione da parte dell’amministrazione comunale, fornendo cos’ le basi per un dialogo” proficuo e costruttivo.

Paola Viale

Insegnante di scuola primaria in Liguria

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