Laocoonte mette in guardia i troiani

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Virgilio, Eneide, II, 41-56

di Carlo Zacco

Libro II

 

Laocoonte I (41-56)

 

Primus

decurrit

ab arce summa

ibi ante omnis

Laocoon ardens

comitante magna

Per primo

scende giù

dall’alta rocca

lì davanti a tutti

Laocoonte adirato

accompagnato da grande

 

caterva

et procul:

‘o miseri cives,

quae tanta insania?

creditis

hostis

folla

e da lontano:

« sciagurati cittadini,

perché questa follia così grande?

credete

che i nemici

 

avectos [esse]?

aut putatis

ulla dona

Danaum

carere

dolis?

sic notus

siano partiti?

o pensate

che qualche dono

dei greci

sia privo

di inganni?

così conoscete

 

Ulixes?

aut

Achivi

occultantur

inclusi

hoc ligno,

aut haec machina

fabricata est

Ulisse?

o

gli Achei

sono nascosti

rinchiusi

in questo legno,

o questa macchina

è costruita

 

in nostros muros,

inspectura domos

venturaque desuper urbi,

aut latet

 

a danno delle nostre mura,

per spiare le case,

e sorprendere dall’alto la città,

o vi si nasconde

 

 

aliquis error:

Teucri,

ne credite equo.

Quidquid id est,

timeo Danaos

 

qualche insidia:

Troiani,

non credete al cavallo.

Qual’unque cosa sia,

temo i greci

 

 

et ferentis

dona».

Sic fatus,

contorsit

ualidis viribus

ingentem hastam

 

anche quando portano

doni».

Così disse,

scagliò

con gran forza

una grossa lancia

 

 

in latus

inque alvum curvam

compagibus

feri.

Illa

stetit tremens,

 

nel fianco

e nel ventre ricurvo

delle connessioni

del cavallo.

Quella

saffisse vibrando,

 

 

uteroque

recusso

insonuere

cavae,

gemitumque dedere

cavernae.

e dallalveo

percosso

risuonarono

le cavità,

e diedero un gemito

le caverne.

 

Et,

si fata deum,

si mens

non fuisset

laeva,

(impulerat

foedare

ferro

E,

se i fati degli dei,

se la mente

non fosse stata

funesta,

(ci aveva spinti

ad aprire

col ferro

 

latebras

Argolicas)

Troiaque nunc staret,

Priamique arx alta maneres.

 

i nascondigli

dei Greci)

Troia oggi starebbe in piedi,

e tu, alta rocca di Priamo, dureresti ancora.

 

 

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