Le maggiori opere di Donatello


visibili nel museo dell’opera del duomo

Questo museo è situato in quella che fu la sede dell’Opera, cioè dell’ Ente preposto alla costruzione e alla manutenzione del duomo.

All’interno sono presenti molte opere di diversi autori (il più importante è Donatello), che dovevano essere esposte all’interno degli edifici sacri in varie parti del duomo, del battistero e del campanile.

La cantoria

cantoria di Donatello, marmo,

doratura parziale con tessere

di vetro: cm 348 x 570

le cantorie presenti nel museo sono due: una di Donatello (scolpita nel 1433-1439) e l’altra di luca della Robbia (scolpita nel 1431-1438).
Originariamente la Cantoria  di Donatello ,costruita in marmo, era la balconata per un organo collocato sopra la porta della Sacrestia;quella di Luca della Robbia fu eseguita nel 1431. Nella prima opera
i personaggi sono stati scolpiti su due grandi blocchi di marmo, in cui compaiono gruppi di bambini(separati regolarmente da colonnine) che  danzano in circolo su letti di foglie contro uno sfondo a mosaico quest’opera è distinta da una vivace policromia e dalla sfrenata e gioiosa danza di fanciulli. La  varietà delle posizioni e l’espressione sono straordinarie e rivelano la maestria dello scultore maturo,infatti a differenza della cantoria di luca quella di Donatello dà una visione dionisiaca della scena, cioè la raffigurazione gioiosa della danza è stravolta e accentuata, è più intensa ed espressiva,per esempio i putti si muovono senza alcun ordine e rivelano la loro nudità consapevolmente. La cantoria di Luca è invece scandita da lesene corinzie, che armoniosamente inquadrano gruppi di giovani intenti a cantare, danzare e suonare,ma in modo meno esaltato, riferendosi al Salmo 150 della Bibbia.

 

Profeta Abacuc, marmo

Cm 195 x 54 x 38

I due profeti

Queste due statue di Donatello sono state scolpite per il campanile di Giotto, su entrambe le statue c’è la firma apocrifa di Donatello

 

il profeta Abacuc

 

Scolpito dal 1423 -1426 è alto 194 cm è detto ‘zuccone

Il corpo è flessuoso, questa postura è resa anche dal movimento del mantello che avvolge il corpo in contrasto con la nudità e la posizione del braccio destro. Il punto focale della scultura è il volto, il profeta ha i tratti del viso stravolti, gli occhi spalancati,le sopracciglia sollevate, la bocca larga è tesa e aperta e sembra quasi che stia gemendo dal dolore. L’intensità dell’espressione e la caratterizzazione della statua è tale che sembra vivente, sembra una persona vera, l’obbiettivo di Donatello in questa statua non è di certo quella di rappresentare la ieraticità del profeta ma sottolinea il suo aspetto umano, la sua imperfezione, non è una statua idealizzata ma rudemente vera, a tal punto che si dice che Donatello si arrabbiasse perché non riusciva a farla parlare

 

Questa espressività anticipa lo stile delle opere dell’ultima fase del suo percorso artistico

profeta Geremia, marmo,

cm 191x 45 x 45

Maddalena, legno

Policromo,altezza 188 cm

 

il profeta Geremia

 

scolpito dal 1423 al 1436 è alto 191cm

questa è solo in parte opera di Donatello, il blocco di marmo era già stato abbozzato da Nanni di Bartolo, questa è l’ultima scultura eseguita per il campanile, si può intuire anche in questa statua una ricerca di una caratterizzazione, espressività del personaggio ma questo fattore non emerge intensamente come nel profeta Abacuc, per esempio il volto di questo profeta è carico di forza ma è inespressivo , totalmente diverso da quello dell’altro profeta. La posizione è simile a quella del primo profeta ma le pieghe del mantello a differenza del primo non sottolineano la verticalità della statua, sembrano bloccate nella parte centrale

 

Maddalena

Realizzata negli anni ’50 del Quattrocento, nell’ultima fase della sua produzione artistica e della sua vita Donatello raffigura la Santa Maddalena penitente in una statua in legno policromo. Ora è nel museo ma in origine era situata all’interno del battistero di fronte al duomo, La statua è alta all’incirca due metri, la figura è eretta, con le mani giunte e vestita di una lunga capigliatura che le avvolge tutto il corpo fin sotto le ginocchia. In particolare la figura del volto dell’opera è quella che, fin dalla sua realizzazione, ha riscosso grande stima nel pubblico e subito scosse e colpì per la sua rude e quasi selvaggia rappresentazione. Infatti questa interpretazione della Maddalena, vecchia e allo stremo delle forze è una innovazione di Donatello

La perizia tecnica è al servizio della rappresentazione, dell’espressione, la qualità della lavorazione rende quasi ‘vera la raffigurazione della pelle raggrinzita sulle mani e sul volto, la forma scheletrica del viso, con la bocca sdentata, il corpo ricoperto dai lunghi capelli. Il viso e gli occhi sono provati dalla sua vita di penitenza, ma essi fanno percepire il fervore della preghiera con cui si rivolgeva a Dio. La postura sottolinea un andamento obliquo,la figura è instabile, le mani non sono ancora congiunte, ma scolpite nel momento anteriore o posteriore a quello della preghiera

Donatello ha rappresentato la vecchiaia  della donna con una intensa crudezza, senza addolcire la figura ma donandogli una viva emotività, una drammaticità.

Come si può vedere anche da quest’opera nello svolgersi della sua vita Donatello ricerca, sempre più andando avanti nel suo percorso artistico di sviluppare lespressività delle sue statue, caratterizzandole, rendendole vive,persone vere, egli tuttavia si basava e partiva comunque dalla conoscenza dei classici, per poi infondere nelle sue statue una forte intensità emotiva, un vigore che colpiva subito lo sguardo dell’osservatore