Novembre di Giovanni Pascoli – di Carlo Zacco

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da
Myricae
di Giovanni Pascoli


Composizione
. È un’opera in divenire: le poesie che vi sono contenute sono
state scritte nell’arco di un ventennio; ci sono varie edizioni nelle quali il
numero dei testi è via via cresciuto, e mutata la loro disposizione: prima
edizione > 1891: 22 poesie; quinta edizione (definitiva) > 1900: 156 poesie; tra
la prima e la quinta edizione cambia anche l’articolazione interna delle varie
poesie, e le partizioni.

Titolo
. Naturalmente virgiliano. In Epigrafe Pascoli riposta arbusta
iuvant umilesque myricae:
che tolto dal contesto viene ad assumere un
opposto a quello che intendeva Virgilio.

Temi
. Titolo ed epigrafe quindi già alludono al tipo di poetica che il
lettore si troverà davanti: una poetica “bassa”, quotidiana, comune, semplice,
colloquiale.
 –
Alcuni di questi elementi sono, naturalmente, solo apparenti: il richiamo alla
classicità comporta elevazione stilistica: quindi in quest’opera rientrano
elementi ambivalenti.

Struttura

Il Macrotesto
. Non si tratta di una semplice collezione di poesie: Myricae è
da considerare un macro-testo, dove i singoli componimenti acquistano un
surplus di significato, in base alla loro collocazione, e in base ai
testi che precedono o seguono, o ad altre corrispondenze strutturali.

Criterio metrico
: il criterio secondo cui vengono organizzati i testi non
è di tipo logico
o tematico ma formale: le 15 sezioni di cui si
compone sono caratterizzate ciascuna da costanti metriche: in ogni sezione,
cioè, si possono trovare in prevalenza determinati tipi di metro (sonetti,
strofi saffiche), o determinate caratteristiche (strofi chiuse, versi brevi);
una sezione (la 9) include tutti i tipi di metro presenti nella raccolta. Questo
criterio valorizza al massimo la specificità di ogni sezione.

Rimandi tra sezioni
: tra le varie sezioni vi sono ovviamente delle relazioni
tematiche, richiamate dai titoli:
 –
Ricordi/ Pensieri;    Dolcezze/ Tristezze;    Le gioie del
poeta
/ Le pene del poeta;   
 –
vi sono testi extravaganti, cioè non inseriti in alcuna
sezione, ma tra una e l’altra, e sono 15, come le sezioni stesse: c’è un
richiamo numerico-simbolico.

Parallelismi interni
. Oltre ai richiami tra sezione e sezione vi sono anche
richiami e parallelismi interni entro le varie sezioni: accostamenti di testi
per analogia o per contrasti; richiami numerici (primo/ultimo): questo è un
principio non metrico ma semantico/tematico.

Temi

Morte/Natura
. La raccolta si apre con una prefazione in cui l’autore dedica
i componimenti alla memoria del Padre, e degli altri familiari morti. Nella
prefazione i temi dichiarati sono due:
1)     
la morte invendicata del padre (X Agosto);
– vi  è anche un altro motivo che sottostà a questo, ed è quello del senso di
colpa
dei vivi nei confronti dei morti (per il fatto di essere vivi),
che dà luogo ad una volontà di riconciliarsi con loro, e riceverne il perdono (Novembre);
2)     
 Natura: nella prefazione parla della funzione consolatrice e
protettrice della natura, ma sul lato pratico la natura viene rappresentata in
modo ambiguo: cioè con caratteri che possono farla sembrare positiva e negativa
insieme:
– al lettore viene richiesto di scegliere tra le due opzioni: ed elementi del
testo fanno più spesso protendere per la seconda opzione; 
 – oppure lasciano il dubbio: e al lettore rimane un senso di inquietudine.




 

 

Novembre

   Gemmea l’aria, il sole così chiaro

che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,

e del prunalbo l’odorino amaro

                                    senti nel cuore…

 

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante

di nere trame segnano il sereno,

e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante

                                             sembra il terreno.

 

   Silenzio, intorno: solo, alle ventate,

odi lontano, da giardini ed orti,

di foglie un cader fragile. E’ l’estate

                                              fredda, dei morti.

Realtà/illusione. Una serena
giornata di novembre. Questo paesaggio potrebbe suggerire per un attimo
l’illusione che ci si trovi in estate, e l’illusione è talmente
forte che si è portati a cercare con gli occhi gli alberi in fiore;

 – ma l’illusione scompare subito:
nonostante le impressioni positive, subentra comunque la
consapevolezza
che si è in pieno autunno:

 – Novembre è mese della ricorrenza
dei morti
;

 – l’autunno è il periodo in cui la
natura muore
;

 – e soprattutto questo tempo richiama
per il soggetto l’idea di morte
: questo è il Simbolismo della
poesia, la natura si carica di un valore inquietante e misterioso, che
tocca il soggetto nel profondo.

 

 


Gemmea l’aria
: frase nominale, senza verbo > impressionismo: i legami
tra le immagini non sono chiariti sintatticamente, ma le varie immagini sono
giustapposte tramite collegamenti per asindeto;

Termini
ricercati: albicocchi, Prunalbo, Pruno (nome latino
per: susino): questa precisione accresce il realismo del quadro estivo che si
vuole rappresentare;
 –
ma già qui c’è un aspetto di ambiguità: sono termini sconosciuti ai più
(sia oggi, che per i contemporanei di Pascoli, urbanizzati), e l’effetto è di
ulteriore ambiguità: pensiamo all’Adamo del Fanciullino: il nome
preciso permette di andare oltre la cosa visibile, e di attingere alla sua
essenza primigenia;

Senti nel cuore
: senti, non nelle narici, ma nel cuore: c’è già il
sospetto
di un’illusione (notare i puntini di sospensione);

Ma
: forte avversativa, che ribalta subito il quadro iniziale; rovesciamento
confermato da parole chiave:
 –
secco, stecchite, vuoto, nero, cavo;
I
particolari che prima l’occhio aveva notato non corrispondono a realtà:
 –
il pruno non emette odore perché è secco;
 –
le piante non hanno foglie, ma coprono il cielo con una specie di
disegno spettrale
dei rami secchi;
 –
il cielo è vuoto > senza uccelli: senza vita;
 –
è da notare come le sensazioni tocchino quasi tutti i 5 sensi.

Il sereno
: il sereno: non si nomina la cosa, ma la sua caratterizzazione che
per il soggetto ha avuto fino a quel momento: chiamandolo ‘sereno’
esaspera ancora di più il senso di violenza e contaminazione da parte
della morte;

Cader fragile
: espressione molto densa di significato, e di allusioni:
 –
propriamente è un’ipallage: l’aggettivo ‘fragile’ non è riferito a foglie
(proprio) ma al loro cadere;
 –
è anche una sinestesia: la realtà astratta del movimento evoca una
sensazione tattile;
 –
al di là della tassonomia si può notare in questa immagine un simbolo:
precarietà delle foglie > della vita;

Estate/Fredda
: anche questa breve espressione finale è molto pregnante:
 –
ossimoro: due parole contrarie vengono accostate (siamo realmente in
autunno);
 –
con chiasmo a partire dalla vocale accentata: estate fredda:
 –
in enjambement: il poeta vuole condensare su questa espressione il
massimo della carica espressiva
;

La
realtà visibile cela un’altra realtà nascosta, inquietante per la
soggettività dell’io: ed è quella della morte.
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