Omaggio al fratello morto

Catullo, Carmina, 101

di Carlo Zacco

Carmina

CI. Ad inferias

Vectus

per multas gentes

et multa per aequora

advenio

ad

has miseras

Dopo aver viaggiato

tra molti popoli

e molti mari

giungo

a [porgerti]

queste tristi

inferias,

frater,

ut donarem te

postremo

munere

mortis,

et alloquerer

offerte,

fratello,

a donarti

il supremo

dono

dovuto alla morte,

e aparlare

nequiquam

mutam cinerem.

Quandoquidem

fortuna

mihi abstulit

tete ipsum.

invano

alla muta cenere.

Dal momento che

la sorte

mi ha tolto

te.

Heu

miser

frater

adempte

mihi

indigne.

Nunc

tamen,

interea

Ahimé

povero

fratello

tolto

a me

immeritatamente. 

Per ora

tuttavia,

stando cos’ le cose

accipe haec

quae,

more

prisco

parentum,

tradita sunt

 

accogli queste offerte

che,

secondo l’usanza

antica

dei padri,

ti sono state presentate [da me]

 

tristi munere

ad inferias,

multum manantia

fletu

fraterno,

atque ave

in perpetuum,

come triste dono

per le offerte,

molto grondanti

pianto

fraterno,

e addio

in eterno,

frater,

atque vale.

 

 

fratello,

e addio.

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