Personalizzazione degli apprendimenti

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come può favorirla un dirigente scolastico?

di Luigi Gaudio

Vorrei cominciare questo mio intervento con una osservazione di fondo: dal momento che non è stata approvata la Riforma Moratti, così come è stata concepita in tutta la coerenza interna” del discorso pedagogico, teso alla valorizzazione della persona, il Dirigente Scolastico, oggi come oggi, ha pochi strumenti per aiutare a realizzare percorsi di studio personalizzato, e la situazione, a quanto temo, non cambierà di molto in futuro.

Insomma, la mancata adozione a livello legislativo, dei criteri della Riforma Moratti, cioè dei Piani di studio personalizzati”, del Portfolio delle competenze” e  del Tutoraggio”, limita fortemente la possibilità di realizzare percorsi individualizzati.

Comunque, fatta salva questa premessa, il Dirigente Scolastico potrebbe decidere di attuare le seguenti azioni:

1.      Valorizzazione delle prove orali rispetto ai test

2.      Valorizzazione degli sportelli didattici

3.      Proposta di attività di approfondimento per gli alunni più bravi

4.      Archivio delle competenze

Realizzazione delle tre modalità di intervento:

1.     La didattica in questi ultimi decenni si è orientata sempre di più verso le prove scritte. Pertanto, anche materie che prevedono solo  un voto orale, come storia, filosofia, scienze, ecc spesso contemplano la somministrazione di test, questionari, prove strutturali e quant’altro. Da un certo punto di vista, queste prove sono giustificabili per almeno due motivi:

a.     Esse permettono di ridimensionare il tempo dedicato alla valutazione, che, nel caso delle interrogazioni, si diluisce e toglie tempo agli approfondimenti e alle spiegazioni, nell’ottica dellaffronto del programma

b.    Le prove scritte sono più oggettive, meno soggette alla individualità del docente

Inoltre, gli alunni sono abituati a distrarsi nel corso delle interrogazioni, sentendole come un affare privato, che coinvolge solamente il docente e gli studenti interrogati (salvo poi cercare di suggerire e aiutare il compagno in difficoltà). A questa ultima obiezione, da ritenersi più debole, il DS risponderà che linterrogazione è un momento importante della vita scolastica. È compito del docente far capire che è utile a tutti ascoltare, e intervenire nel corso dellinterrogazione, non per suggerire, ma per consolidare gli apprendimenti. Del resto, anche gli antichi sapevano che la ripetizione aiuta a memorizzare. A questo scopo, il Collegio Docenti delibererà che le interrogazioni vanno fatte nell’aula della classe, durante le ore di lezione, e non fuori ora, o in un’altra classe, altrimenti, con i comportamenti, si giustificherebbe la riduzione dellinterrogazione a fatto privato. Senza linterrogazione, l’alunno non capisce quali sono davvero le cose più importanti da trattenere, e quali sono invece particolari da considerare con minore attenzione. Ma il motivo fondamentale, che rende linterrogazione unica, e particolarmente significativa nella nostra prospettiva della personalizzazione, è la conoscenza dell’allievo, che non è impersonale, come nel caso di una prova scritta, quando, tutto sommato, il docente si trova davanti un foglio di carta anonimo (o quasi). Un bravo insegnante capisce davvero quanto un ragazzo sa, e quanto è farina del suo sacco, più da uninterrogazione che da una prova scritta. Questo non vuol dire, però, che il docente deve umiliare o deve assillare linterrogato. L’insegnante deve dare allinterrogato tutto il tempo e il modo di esporre quanto ha appreso, e di riflettere sulle domande del professore. Se davvero i docenti assumeranno questa prospettiva, capiranno che interrogare non è togliere tempo o oggettività al lavoro scolastico, ma è un’occasione per creare quel rapporto personale che, unico, è davvero produttivo.

2.     Sempre nell’ottica della personalizzazione, il DS rivaluta l’intervento dello sportello didattico, in cui lo studente chiede il supporto del professore, al fine di colmare le lacune nella materia. Solo in un’occasione del genere, il docente può concentrare l’attenzione sui punti di maggiore criticità della preparazione dell’alunno, e indirizzarlo per un miglioramento. Tuttavia, in questi anni, si sono evidenziati due aspetti importanti riguardo allo sportello didattico:

a.     I fondi dell’istituzione scolastica non sono adeguati, ed ogni insegnante potrà attivare solamente sette ore di sportello in tutto l’anno scolastico

b.    Vale la pena (anche in considerazione del punto precedente)  raggruppare più alunni, ed estendere lo sportello a tutti gli alunni della classe interessati a recuperare su un dato argomento, al fine di sfruttare al meglio le risorse.

Anche in questo caso, come nell’azione 1, si arriva alla conclusione che le obiezioni, pur da considerare con attenzione, non tolgono il fatto che questa attività, così come altre attività di recupero o di studio guidato, va proprio nella direzione auspicata della personalizzazione.

3.     Nella scuola si corre sempre il rischio di concentrare troppo la nostra attenzi0one sugli alunni più in difficoltà, con il rischio di presentare agli alunni più dotati una offerta formativa non attrattiva, poiché gli argomenti spesso vengono ripetuti più volte, o il livello di approfondimento rimane sempre troppo elementare, limitando l’interesse degli alunni più svegli e capaci. Per ovviare in parte a questa mancanza, e nell’ottica della personalizzazione, vengono attivate nel mese di marzo delle attività di approfondimento, che potrebbero anche avere un carattere di stage” o di orientamento”. Un esempio sono le Learning week” attivate quest’anno dalla regione Lombardia. Il problema, infatti, è sempre quello di coniugare una giusta esigenza di approfondimento con la limitatezza delle risorse economiche, e in questo il DS attiverà la sua creatività (es. coinvolgimento di genitori, realtà del territorio, ecc) o accoglierà con attenzione al valore didattico le offerte della Regione o di altri Enti.

4.     Nella rete di istituto è stato creato un file, in una cartella condivisa, con il programma Microsoft Access. In questo file è presente una maschera per ogni alunno, che contiene, oltre ai campi anagrafici, dei campi desunti dal modello del curriculum europeo. In questi campi sarò possibile scrivere, in modo del tutto libero (si tratta di un campo del tipo testo, con un limite di 100 caratteri) osservazioni sui seguenti ambiti: linguistico, relazionale, organizzativo, tecnico, artistico, patenti e certificazioni esterne. Ogni docente potrà accedere a questo file, con una password, ed inserire le annotazioni che crederà opportuno. Alla fine del corso di studi, sarà stampata una pagina che contiene tutte queste informazioni, che l’alunno potrà poi utilizzare per realizzare il suo primo curriculum in formato europeo.

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