Riappropriamoci di Don Milani

Spesso gli amici mi chiedono come faccio a far scuola. […] Sbagliano la domanda, non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare scuola, ma solo di come bisogna essere per poter fare scuola. 
Don Lorenzo Milani

Abstract

Al di là delle strumentalizzazioni che, purtroppo, lui stesso ha favorito, ricordiamoci che Don Milani era anzitutto un prete, maestro unico di una scuola privata, che anche se rivolta a ragazzi poveri, non era affatto di basso livello culturale.

Introduzione

Nel corso degli ultimi decenni, anche per una ambiguità e per delle incomprensioni che Don Milani stesso ha favorito, il suo messaggio è stato strumentalizzato, come a farsi portavoce di una ribellione di fronte all’autorità ecclesiastica, di questo o di quel progetto politico di egualitararismo o di pacifismo miope. In realtà Don Milani era anzitutto un prete, e a fare il prete è venuto a Barbiana, ci rimane, e quello che fa lo fa per Cristo, anzi quasi alla fine della vita chiede perdono a Cristo se ha per caso amato i suoi ragazzi più di lui

Chi è Don Milani

Don Milani nasce in una delle famiglie più raffinate e colte della Toscana nella prima metà del novecento. Si forma poi a Milano, dove frequenta il Liceo Berchet e per un anno l’Accademia di Brera. Pensava di fare il pittore. Questo sono gli anni in cui è più lontano dalla fede cattolica, è un ragazzo, alla ricerca di una verità che ritrova dopo un percorso tortuoso e lungo. Poi gli anni di seminario durante la guerra, che ci sono testimoniati dalle lettere alla madre. In quegli anni di difficoltà e di stenti matura la radicale adesione di Don Milani al messaggio di Cristo. Viene poi assegnato come coadiutore in una parrocchia della periferia di Firenze. Qui lo straordinario seguito che hanno alcune sue proposte culturali sconcertano sia la Curia, sia la Casa del Popolo, poiché appunto alcuni comunisti vanno in parrocchia a parlare, a formarsi culturalmente e spiritualmente. Questo gli procura la relegazione in una chiesa sperduta di montagna, in un paesino che quasi non si trova sulle carte geografiche, difficile da raggiungere persino da noi, dotati di raffinati strumenti di navigazione gps. Se vi capita di inerpicarvi con una macchina magari poco adatta a simili salite per la strada che da Vicchio conduce a Barbiana, capite subito come effettivamente quello che era successo a Don Milani era stata una punizione.

Don Milano a Barbiana

Il paesino di poche case e ottanta anime accoglie con una certa diffidenza il pretino che è venuto a subentrare all’anziano parroco precedente. In realtà i barbianesi hanno sempre visto il prete come uno sfruttatore, poiché i mezzadri del paese erano costretti a lavorare spaccandosi la schiena per poi dare metà del frutto del loro lavoro al padrone. E il prete era un padrone. Di fronte a questo Don Milani fa però una scelta radicale: la scelta di una povertà assoluta. Di fronte poi alle rivendicazioni della gente del paese, fa una scelta ancora più radicale: fare scuola, nella convinzione che non è la rivolta sociale, non è la lotta politica a ridare dignità a quelle persone, ma è la cultura, è l’educazione, Così comincia con loro a fare scuola.

La scuola di Barbiana

Di fronte a questi ragazzi che dopo la scuola primaria si trovavano una sola scelta obbligata di fronte, cioè quella di spalare la merda delle vacche, Don Milani dà loro un’alternativa: venite qua in canonica (trasforma la canonica in un istituto scolastico) e facciamo scuola insieme. In tempi di polemiche sull’istruzione egli realizza una scuola di avviamento professionale (oggi la chiameremmo istituto professionale) con un maestro unico, cioè lui, che insegna tutto dalla geografia, all’italiano, alla matematica, alle materie più tecniche, chiamando però per queste ultime la gente del posto, esperta del lavoro, ad aiutarlo. La sua è poi una scuola privata, cioè, meglio una scuola non statale, costituita non da un’istituzione pubblica, ma che ha evidente carattere pubblico. Infine, è una scuola dove prevale l’operatività, la concretezza, perché metà dei locali, le 4 misere stanze, sono adibite a laboratorio. é vero, la scuola di Don Milani era una scuola di tempo pieno, di tempo prolungato molto prolungato, ma non nel senso delle mille e più di mille scuole che poi, a partire dagli anni settanta, hanno scimmiottato la scuola di Barbiana, dove il tempo pieno e il tempo prolungato non sempre nascono da un progetto didattico o da un’esigenza sociale, ma nel senso che Don Milani condivideva tutta la vita con questi ragazzi.

Un esempio significativo al proposito è quello della piscina (poco più di una vasca, come si può vedere ancora oggi andando a Barbiana). Lui ha progettato insieme con i suoi ragazzi una piscina. I ragazzi l’hanno poi realizzata, facendo scendere dalla fonte i tubi che poi si riscaldavano elevando la temperatura dell’acqua altrimenti troppo fredda, con una sorta di soluzione a basso impatto ambientale ante litteram. Qui i ragazzi passavano ore stupende, insieme con Don Milani che fece arrivare anche un istruttore per insegnare loro a nuotare, Dovete sapere infatti che la gente di montagna ha due paure quasi ancestrali, che fa fatica a superare: il fuoco e l’acqua. Don Milani con questa iniziativa riuscì a far superare ai suoi ragazzi la paura dell’acqua. Ma il tempo pieno, concepito da Don Milani era così: non un riempire a tutti i costi il tempo scuola dei ragazzi, a fini puramente sindacali (di conservazione del posto di lavoro) o egoistici (di scarico dei propri figli per potersi dedicare ad altro) ma ai fini di una vita condivisa insieme, una scuola integrale che non lascia fuori nessun aspetto della vita.

Bellissimo poi vedere gli sci che i ragazzi di Barbiana hanno costruito nel loro laboratorio, aiutati da un operaio, di cui c’è una bella foto, che arrivò a Barbiana proprio per insegnare ai ragazzi come si faceva un paio di sci.

A questo proposito, recuperiamo la parola manufatto, al posto della parola prodotto.

Il manufatto non è semplicemente un prodotto, ma qualcosa che tu fai, con le tue mani, con il ritmo, la pazienza e il tempo necessario per fare questo.

Concludendo e riassumendo la scuola di un prete (non dimentichiamolo, abbiamo iniziato la nostra conversazione proprio da questo) maestro unico di una scuola privata, operativa, a tempo integrale non a tempo riempito o prolungato