Se uno studente non si sente bene


e chiede che gli sia somministrata una medicina

Cosa deve fare un docente? Cosa deve fare un dirigente scolastico?

Cosa deve fare un docente

Per il docente di italiano, il primo pensiero di fronte a una situazione del genere sarebbe la salute del ragazzo.

Per questo, una volta accertatosi che non vi è modo per aiutare Andrea in quel frangente, per negligenza della scuola, o per trascuratezza della madre (in una prima fase non conta attribuire la colpa agli uni o agli altri, ma conta la salute di Andrea) si preoccuperà di chiamare la madre.

A quel punto, visto il rifiuto della madre di venire a scuola, e la sua richiesta di somministrare il farmaco, che non può essere accolta, dato che non vi è mai stata ufficializzazione, il mio insegnante si preoccuperà di chiamare, o far chiamare il 118.

In quelle situazioni occorre non farsi prendere troppo dalle gerarchie o dalle questioni burocratiche, quindi occorre muoversi come descritto sopra, senza aspettare il parere del Dirigente Scolastico. La pratica dell’assunzione della responsabilità in prima persona dovrebbe sostituire quella della piramide gerarchica. Il Dirigente Scolastico non avrebbe potuto far altro se non approvare una decisione del genere.

Il docente starà poi insieme ad Andrea, non senza essersi accertato che sia garantita la sorveglianza nella sua classe.

Una volta risolta la situazione di emergenza, con gli addetti del 118 che avranno somministrato il farmaco giusto ad Andrea, il docente si comporterà cos’:

Con la madre sarà molto fermo ed esplicito, dicendo: Perché non ci ha segnalato questo problema prima? Lo sa che noi siamo sempre stati disponibili a collaborare con la famiglia per il bene di Andrea, eppure non sapevamo nulla. Ancora qualche settimana fa ci siamo incontrati, lei mi ha parlato dei progressi di Andrea che ha notato anche a casa, ma non mi ha fatto menzione della necessità di somministrazione di quel farmaco.

Con i colleghi, ricorderà la necessità di collaborare e di nominare un responsabile del primo soccorso e di costituire una commissione per i ragazzi disabili.

Al Dirigente Scolastico farà relazione dell’accaduto.

 

Cosa deve fare un dirigente scolastico

1) Anzitutto si accerta che effettivamente la scuola non sia in possesso di certificazione asl per la somministrazione del farmaco

2) Una volta verificato che la scuola non ha tale documento, il dirigente chiede di telefonare immediatamente al 118, o telefona lui stesso al 118

3) Mentre l’ambulanza non è ancora arrivata, il dirigente telefona alla madre dell’alunno, chiedendole perché non è venuta lei direttamente a dare il farmaco, oppure a portare il ragazzo a casa

4) Alla domanda telefonica della madre: “perché non glielo avete dato voi?”, il dirigente risponde che non è autorizzato, quindi non può prendersi la responsabilità di fare, magari, del male al ragazzo, in quanto una richiesta telefonica della madre non può essere sufficiente. “Se davvero la situazione era cos’ urgente, perché non è venuta lei a dare il farmaco al figlio?” dice il dirigente chiudendo la telefonata, spiegando però alla madre che intende parlarle di persona per alcuni chiarimenti.

5) Il 118 arriva, viene somministrato effettivamente quel farmaco al ragazzo, ma su responsabilità dell’autorità sanitaria. Gli infermieri avvisano che il ragazzo può riprendere le sue attività scolastiche dopo cinque minuti di riposo

6) Il dirigente scolastico e gli insegnanti non sono in alcun modo responsabili di quanto avvenuto, come si evincerà dai punti seguenti

7) Il dirigente convoca i docenti coinvolti e spiega loro che si sono comportati in modo corretto

8) La scuola è tutelata, in quanto all’inizio di ogni anno scolastico viene compilato un modulo dalle famiglie, in cui è scritto che “le famiglie sono tenute, in vista di necessità di somministrazione di farmaci in caso di urgenze, a rilasciare documentazione asl per somministrazione farmaco” e la famiglia, da tre anni ormai, ha compilato il modulo di iscrizione senza aver segnalato questa necessità!

9) Il dirigente convoca ufficialmente i genitori dell’alunno e spiega con fermezza che è grave che, dopo tre anni di conoscenza e di rapporto, non avessero ancora informato la scuola del fatto. Sottolinea poi il fatto che la scuola e la famiglia devono collaborare sempre di più per il bene di Andrea. Questo la famiglia lo ha capito, dalla modalità con cui la scuola si è mossa negli anni precedenti. Risulta quindi ancora di più inspiegabile la loro dimenticanza. Con cordialità, il dirigente chiede quindi di rivolgersi al medico condotto, e da questi, poi, all’ufficio competente della ASL per il rilascio della certificazione, in modo da poter operare in futuro autonomamente, senza bisogno di ricorrere al 118.

10) Una volta ricevuta la certificazione, il dirigente si preoccupa di far mettere il farmaco presso la struttura a ciò predisposta (ad esempio, piccolo cassetto o antina, in un mobile nel locale adibito ad infermeria di emergenza, nei pressi della bidelleria)

11) Il Dirigente informa il docente addetto al primo soccorso, i docenti della classe, il docente di sostegno e un collaboratore scolastico dell’ubicazione del farmaco, e autorizza le suddette persone a somministrare il farmaco se si dovesse ripresentare l’emergenza

 

Normativa di riferimento

1 – D.Lgs.81/08, che ha sostituito il D.Lgs.626/94;

2 – D.M 388/03 (Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale in attuazione dell’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626);

3 – Indirizzi applicativi del D.M. 388/03 emanati nel gennaio 2005 dal Coordinamento tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro;

4 – Linee guida per la somministrazione dei farmaci in orario scolastico” emanate congiuntamente il 25/11/2005 dai Ministeri dell’Istruzione e della Salute;

5 – Circolare 30/SAN del 12/07/2005 della Regione Lombardia.