Viviamo e amiamo

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Catullo, Carmina, 5

di Carlo Zacco

Carmina

 

V. Ad Lesbiam

 

Vivamus

mea Lesbia,

atque amemus,

rumoresque

senum severiorum

aestimemus omnes

Viviamo

mia Lesbia,

e amiamo,

e i brontolii

dei vecchi troppo severi

stimiamoli tutti

 

unius assis!

Soles

possunt

occidere

et redire:

nobis

cum semel

occidit

un soldo!

I soli

possono

tramontare

e ritornare:

quanto a noi

una volta che

morrà

 

brevis lux,

est dormienda

una nox perpetua.

Da mi basia mille,

deinde centum,

la breve luce,

dovremo dormire

una sola note senza fine.

Dammi mille baci,

e poi cento,

 

dein altera mille,

dein secunda centum,

deinde usque altera mille,

deinde centum.

poi altri mille,

e poi ancora cento,

poi subito altri mille,

poi cento.

 

Dein,

cum fecerimus

multa milia

conturbabimus illa,

ne sciamus,

Poi,

quando ne avremo sommate

molte migliaia,

li mischieremo,

per non sapere [quanti sono]

 

aut

ne quis

malus

possit invidere,

cum sciat

tantum esse basiorum.

 

o

perché nessun

maligno

possa invidiarci,

sapendo

che i baci sono tanti.

 

 

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