Dedica del Libro di Catullo a Cornelio Nepote

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Catullo, Carmina, 1

di Carlo Zacco

Carmina

 

1. Ad Cornelium

 

Quoi

dono

lepidum

novum

libellum

modo

expolitum

arida

pumice?

 

A chi

offro

il mio leggiadro

nuovo

libretto

or ora

lisciato

con l’asciutta

pomice?

 

 

Corneli

tibi;

namque tu

solebas

putare

meas

nugas

esse

aliquid.

 

Cornelio,

a te;

poché tu

eri solito

credere

che le mie

frottole

fossero

di qualche pregio.

 

 

Iam tum,

cum

unus Italorum

ausus es

explicare

omne aevum

tribus cartis

doctis,

 

Già allora,

che

solo tra gli italici

osasti

illustrare

ogni epoca

in tre volumi

dotti,

 

 

Iuppiter,

et laboriosis!

Quare

habe

tibi

hoc

libelli,

quidquid qualecumque;

per Giove!,

e laboriosi!

Onde

tieni

per tuo

questo

libretto,

qualunque sia;

 

quod,

o virgo,

patrona,

maneat

perenne

plus

uno

saeclo!

 

ed esso,

o vergine

patrona,

rimanga

in fama

per più

d’una

generazione.

 

 

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