Gestione amministrativa

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Possibili contenuti dei quiz dell’ Area C in vista del concorso dirigenti scolastici

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Premessa:

Rendersi conto che un dirigente scolastico non deve essere un contabile, ma deve pur conoscere in tutti gli aspetti, anche contabili, il programma annuale e il conto consuntivo, per poter attuare nel modo migliore i suoi compiti di gestione.

Amministrare una scuola, così come una qualsiasi pubblica amministrazione, vuol dire assumersi una responsabilità di fronte alla collettività, la responsabilità di usare nel modo migliore possibile le risorse assegnate.

E ci sono altre responsabilità, che il dirigente conosce e che affronta con coraggio, ma sapendo prevenirne le conseguenze.

Amministrare vuol dire mediare, trovare compromessi tra le diverse esigenze.

Altrimenti, se un docente pensa di far fare tutto al DSGA, senza minimamente interessarsi di aspetti amministrativi, oppure se crede di essere un padrone assoluto che non tiene conto delle esigenze dei lavoratori, oppure se pensa di evitare ogni responsabilità, vivendo lui e facendo vivere gli altri con l’ossessione della normativa, è meglio che rimanga a fare il docente.

Possibili contenuti dei quiz:

  • Autorità amministrativa del Dirigente Scolastico

  • In quanto Dirigente di una pubblica amministrazione, il Dirigente Scolastico emette atti e provvedimenti amministrativi.

  • Atti amministrativi

  • L’ Atto amministrativo è una dichiarazione concreta di volontà, cioè espressione della volontà dello stato (es. nomine, incarichi, certificazioni).

  • L’atto amministrativo deve contenere:

    • Intestazione (es. Logo ed altri elementi identificativi della scuola)

    • Preambolo (Visto, … visto, …)

    • Motivazione (obbligatoria)

    • Dispositivo (è il nucleo principale del documento, l’atto di volontà della Pubblica Amministrazione)

    • Luogo, data di sottoscrizione e firma

  • L’atto amministrativo potrebbe essere:

    • nullo

    • annullabile

    • illegittimo (se contrario alle norme vigenti)

    • invalido

  • Procedimenti amministrativi

  • L’atto amministrativo è un insieme, cui appartiene il sottoinsieme dei provvedimenti amministrativi, che sono il frutto di un procedimento amministrativo (vedi Legge 241 del 1990)

  • Caratteristiche. I procedimenti amministrativi sono:

    • nominativi

    • autoritativi

    • unilaterali

    • esecutori

    • inoppugnabili

  • Vizi del provvedimento possono essere:

    1. la irregolarità

    2. l’illegittimità

    3. l’inesistenza

  • Autotutela. Il Dirigente Scolastico può esercitare il potere di autotutela, cioè può “correggere” le decisioni prese, anche perché, magari, cambiate le condizioni, ritirandole tramite:

    1. annullamento

    2. revoca

    3. sospensione o abrogazione (di fatto questo tipo di ritiro avviene soprattutto da parte di un ministero, non da parte di un dirigente scolastico)

  • Ricorsi. Gli atti amministrativi sono definitivi, e quindi impugnabili non per via gerarchica (direttore USR) ma per via giuridica (tribunale amministrativo)

  • Gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche

    • L’attività di amministrazione della scuola non può essere estemporanea, ma deve essere il frutto di una programmazione (intenzionalità amministrativa) che permette di pianificare il POF con un anno di anticipo, in modo da organizzare bene il Programma Annuale delle Attività per l’anno finanziario, che coinvolge per i 4/dodicesimi anche l’a.s. successivo.

    • 3 Criteri del programma annuale

      • Efficacia

      • Efficienza

      • Economicità

    • 6 Principi del programma annuale:

      • annualità: ad ogni anno (solare) si rinnovano i fatti contabili (il che non esclude che possano esserci progetti pluriennali)

      • trasparenza: il programma deve essere esposto chiaramente, quindi con una modulistica omogenea, che permetta di comparare i progetti, deve essere leggibile e comprensibile da tutti

      • integrità: bisogna tener conto (in una spesa ) dei contributi ed eventuali oneri. Nel programma annuale, in altre parole, non possono esserci le spese al NETTO delle ritenute, ma devono essere compresi AL LORDO, tutti gli oneri previsti dalla normativa.

      • universalità: occorre registrare tutte le entrate e le uscite. Infatti non possono esistere gestioni parallele

      • unicità: bisogna tenere un conto unico. Non ci possono essere conti paralleli, Tutte le entrate devono coprire tutte le spese

      • veridicità: le spese devono essere vere, e quindi verificabili. Non si può mettere su un programma annuale qualcosa che è solo sulla carta, ma che non corrisponde alla realtà verificabile da parte dei controllori (revisori dei conti)

      • A questi aggiungiamo

        • la pubblicità poiché il programma annuale deve essere affisso all’albo della scuola entro 15 giorni e pubblicato sul sito web (approfondimento del criterio trasparenza)

        • il pareggio lo scopo non deve essere quello di produrre utili, ma di usare tutte le risorse in possesso per raggiungere gli obiettivi prefissi

    • Ruolo del consiglio di istituto riguardo il programma annuale:

      • deliberare in materia di eredità e donazioni, costituzione di fondazione, borse di studio, individuazione di limiti di spesa.

      • stabilire criteri e limiti dell’attività del Dirigente Scolastico in merito a contratti di sponsorizzazione e locazione immobili, acquisto e alienazione dei titoli di stato.

    • L’avanzo di amministrazione è la somma algebrica del fondo di cassa più residui attivi, meno i residui passivi

    • Scheda di Progetto nel Programma Annuale deve contenere:

      • Denominazione progetto

      • Responsabile di progetto

      • Obiettivi

      • Durata e Risorse umane

    • Il dirigente scolastico redige la relazione sul programma annuale

    • La giunta propone al Consiglio di Istituto il programma annuale, entro il 31 ottobre

    • Approvazione del programma annuale: entro il 15 dicembre (validità dal 31 dicembre)

    • Esercizio provvisorio:  tuttavia per l’approvazione del programma annuale ci sono altri 45 giorni massimi di tempo dall’inizio dell’anno solare. (Esercizio provvisorio)

    • Quindi, solamente se il programma annuale non è approvato entro metà febbraio, viene nominato un commissario ad acta dall’ USR

    • L’esercizio finanziario ha inizio dal 1° gennaio al 31 dicembre dello stesso anno (è per anno solare)

    • Le spese, nel loro complessivo importo, non possono mai superare le entrate

    • Reversali e mandati di pagamento per la banca cassiera, per la riscossione (reversali) e il pagamento (mandati)

    • Il fondo di riserva per spese impreviste non può superare il 5%

    • Modifiche al programma annuale già approvato possono essere apportate dal Consiglio di istituto, ma entro la fine di novembre:

      • Le variazioni al Programma Annuale, a causa di entrate o spese impreviste, sono disposte dal Dirigente Scolastico, trasmesse poi per conoscenza al Consiglio di Istituto, non sono comunque possibili nell’ultimo mese di esercizio. Quindi il termine ultimo per le variazioni al bilancio è il 30 novembre.

    • La realizzazione del Programma Annuale spetta al Dirigente Scolastico (potere di gestione)

    • Le verifiche del Programma Annuale spettano al Consiglio di Istituto (potere di indirizzo e controllo)

    • Gli storni sono spostamenti di somme all’interno di uno stesso progetto o attività, effettuati, non su entrate vincolate, dallo stesso Dirigente Scolastico: non sono vere e proprie variazioni del bilancio.

    • La carta di credito della scuola può essere usata per l’organizzazione di viaggi di istruzione, l’organizzazione e partecipazione a seminari e convegni, la rappresentanza dell’Istituto Scolastico in Italia e all’estero

    • Il Conto Consuntivo è predisposto dal Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi entro il 15 marzo, ed approvato entro il 30 aprile

    • Solo se il conto consuntivo non viene approvato dal Consiglio di Istituto entro 45 giorni (fine aprile), viene nominato un commissario ad acta.

    • Il Conto Consuntivo si divide in

      • conto finanziario (entrate e spese, residui attivi creditori e residui passivi debitori)

      • conto patrimoniale (risorse – incremento e decremento del patrimonio, ad es. biblioteca, laboratori, computer)

    • Da notare la gestione patrimoniale, cioè la scuola ha dei beni propri. Una volta invece era lo stato che era proprietario e dava dei beni in utilizzo

    • Capacità negoziale delle istituzioni scolastiche, cioè il Dirigente scolastico può firmare contratti. L’attività negoziale deve essere compatibile con il codice dei contratti pubblici (soglia, natura)

    • Gare: le spese che eccedono i 2000 euro (tetto che può comunque essere modificato dal Consiglio di Istituto) avvengono mediante la comparazione di almeno tre preventivi

    • Il Dirigente Scolastico ha la titolarità della capacità negoziale (assunzione di contratti di beni e servizi, personale e contratti d’opera).

    • Il Decreto 286/1999 stabilisce per la prima il controllo della gestione nelle amministrazioni pubbliche.

    • I Revisori dei conti danno un giudizio sulla gestione finanziaria, di cui poi Il Consiglio di Istituto deve tener conto prima di approvare il Conto Consuntivo. Essi controllano la regolarità amministrativa e contabile del programma annuale e, soprattutto, del conto consuntivo

    • La dotazione finanziaria essenziale delle istituzioni scolastiche è costituita dall’assegnazione dello Stato per il funzionamento amministrativo e didattico

    • Capitoli per gli stanziamenti diretti alle scuole:

      • 1203 – Fondo per le competenze dovute al personale delle istituzioni scolastiche, con esclusione delle spese per stipendi del personale a tempo indeterminato e determinato

      • 1204 – Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche

    • Le scuole autonome possono accettare donazioni, eredità e legati, senza che siano previste autorizzazioni preventive

  • Diritto del lavoro

    • Con la riforma delle pubbliche amministrazioni si è passati dalle nomine (atti unilaterali tipici di un regime pubblicistico) ai contratti (atti bilaterali tipici di un regime privatistico)

    • Il ricorso gerarchico non esiste più (se non per lo statuto delle studentesse e degli studenti), ed è stato sostituito da

    • ricorso amministrativo presso il Giudice Amministrativo (Tribunale Amministrativo Regionale)  per ricorrere contro un provvedimento amministrativo

    • ricorso ordinario presso  un giudice ordinario (es. Giudice del lavoro) per ricorrere contro atti gestionali (es. assegnazione dei docenti alle classi)

    • Piano delle attività dei docenti

      • attività funzionali all’insegnamento (80 ore= 40 di consigli di classe + 40 di riunioni collegiali)

    • Piano delle attività dei non docenti

    • la Contrattazione collettiva nazionale disciplina:

      • assemblee sindacali

      • congedi parentali

      • ferie

      • permessi retribuiti

      • assenze per malattia

      • tempo parziale (part-time)

      • provvedimenti disciplinari

      • attività legate all’ampliamento dell’offerta formativa (es. progetti, corsi di recupero e sostegno, IDEI,  corsi di approfondimento)

      • orario di insegnamento e recupero frazioni orarie

    • ARAN contratta per conto dello Stato

    • Il contratto non può derogare a una norma di  legge (dopo il DLgs 150/2009)

    • Contrattazione integrativa di istituto

      • RSU Rappresentanza Sindacale Unitaria (di istituto)

      • Le materie della contrattazione integrativa sono

        • 1.   modalità di utilizzazione del personale in rapporto al piano dell’offerta formativa, che si evince dal Piano annuale delle attività

        • 2.   criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente alle sezioni staccate e plessi

        • 3.   residui di ore da recuperare

        • 4.   ritorni pomeridiani

        • 5.   modalità e criteri di applicazione dei diritti sindacali

        • 6.   contingenti minimi per il servizio da garantire anche in caso di sciopero

        • 7.   attuazione del Testo Unico sulla sicurezza sul luogo di lavoro

        • 8.   modalità e criteri della organizzazione del lavoro

      • Tempi di contrattazione

        • Essa deve avvenire entro termini congrui rispetto all’inizio dell’anno scolastico. La contrattazione segue comunque il POF, quindi generalmente non prima del 15 ottobre.

        • La contrattazione si svolge con cadenza annuale, ma le parti possono prorogare tacitamente la durata della contrattazione.

      • L’informazione preventiva riguarda:

        • 1.   le proposte di formazione delle classi e di determinazione degli organici della scuola

        • 2.   criteri per la fruizione dei permessi per laggiornamento

        • 3.   utilizzazione dei servizi sociali (malattie, visite, studio, ecc)

      • L’informazione successiva riguarda:

        • 1.   i nominativi del personale utilizzato nelle attività e nei progetti retribuiti con il fondo di istituto

        • 2.   criteri di individuazione e modalità di utilizzazione del personale in progetti derivanti da specifiche disposizioni legislative

        • 3.   verifica dell’attuazione della contrattazione di istituto

  • Sicurezza sui luoghi di lavoro

    • Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi è l’ insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori

    • Azienda = è il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato. Nella scuola è l’Istituzione Scolastica (ad esempio, l’Istituto Comprensivo).

    • Datore di lavoro = è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore. Nella scuola è il Dirigente Scolastico.

    • Il Dirigente scolastico corrisponde, all’interno della istituzione scolastica, al datore di lavoro, ed ha quindi l’obbligo di

    • valutare i rischi (in questo coadiuvato da RSPP e RLS), e conseguentemente elaborare il documento di valutazione dei rischi (questa è una sue responsabilità, non delegabile)

    1. designare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi e gli addetti del servizio di prevenzione e protezione

    2. invitare i singoli lavoratori di effettuare la visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria (compito che può delegare)

    3. designare i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio

    4. comunicare in via telematica allINAIL i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza dal lavoro di almeno un giorno (compito che può delegare)

    5. informare sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività

    6. spiegare le procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro

    7. In caso di pericolo grave ed imminente, adottare i provvedimenti di emergenza resi necessari dalla contingenza dei quali va informato tempestivamente l’ente locale (Comune nel caso di scuola primaria, Provincia nel caso di scuola del secondo ciclo)

    • Il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP: quasi mai Dirigente Scolastico, anche se nelle scuole con meno di 200 addetti potrebbe esserlo) è la persona in possesso di capacità e requisiti professionali indicati nell’articolo 32, designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi. In genere è esterno alla scuola, a meno che non vi siano persone dotate di particolare formazione, tra gli operatori scolastici.

    • Addetto al servizio di prevenzione e protezione = fa parte del servizio di prevenzione e protezione dai rischi; (in genere non fa parte del personale scolastico)

    • Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza può essere eletto o designato in tutte le aziende o unità produttive, a prescindere dal numero di lavoratori addetti, per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Spesso appartiene al personale ATA, oppure è un docente, in genere di una materia scientifica o tecnica.

    • Lavoratore = è la persona che svolge attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato. Si deve tener presente che nella scuola gli alunni non vengono numericamente computati ai fini degli obblighi correlati al numero di lavoratori addetti all’azienda o ufficio. Pertanto appartiene a questa categoria tutto il personale docente e non docente, ma non gli alunni.

    • Medico competente = è il medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all’articolo 38 del Decreto 81/2008. In realtà figura piuttosto rara nella scuola, può eventualmente collaborare ai fini della valutazione dei rischi.

    • Ai fini della sicurezza, gli obblighi relativi ad interventi strutturali e di manutenzione restano a carico del Comune (scuole primo ciclo) e della Provincia (scuole secondo ciclo), ma il dirigente scolastico deve fare segnalazione scritta e richiesta delladempimento di questi obblighi, formalmente inoltrata all’amministrazione cui fa carico l’onere di fornitura.

    • Se il lavoratore opera ad un terminale ha diritto ad una pausa di applicazione continuativa al videoterminale di quindici minuti ogni centoventi minuti

    • Per assicurare corrette misure di prevenzione incendi, il numero massimo di persone è fissato in 26 persone per aula

    • Formazione: è obbligatorio formare e informare il personale e gli alunni su

      • i rischi per la sicurezza e la salute connessi all’attività;

      • le misure di prevenzione e protezione adottate;

      • le norme di comportamento specifiche relative a particolari ambienti scolastici (es. palestra, laboratori scientifici, ecc.);

      • i pericoli connessi all’uso di sostanze o preparati pericolosi;

      • le modalità di segnalazione di pericoli;

      • il comportamento in caso di infortunio ed alle procedure di primo soccorso.

    • Prove di evacuazione

  • Tutela dei dati personali (vedi Informatica per organizzare)

  • Responsabilità del Dirigente scolastico

    • Responsabilità penale (connessa ad un reato al quale si risponde davanti ad un giudice penale)

    • Responsabilità civile (danno arrecato ad un terzo, per cui si risponde davanti ad un giudice penale)

    • Responsabilità amministrativa (per danno arrecato all’erario, non ad un terzo, per la quale si risponde davanti alla Corte dei Conti)

    • Responsabilità dirigenziale (di risultato), tipica del dirigente, per il mancato raggiungimento degli obietti,  per la quale si risponde davanti al Direttore dell’USR, ma siccome non parte la valutazione necessaria

    • Responsabilità disciplinare, connessa alla obbligatorietà dell’azione disciplinare,  per la quale si risponde davanti al Direttore dell’USR,

  • Elementi di diritto penale

    • Culpa in vigilando

    • Culpa in educando

    • Dati personali e dati sensibili

  • Elementi di diritto civile

    • Dolo e colpa grave

    • Culpa levis

  • Elementi di contabilità di stato

    • Legge 196 del 2009: Riforma della contabilità di Stato = passaggio al bilancio di cassa

    • Necessità dell’adeguamento di tutte le amministrazioni pubbliche, comprese le scuole, che dovranno passare gradualmente dal bilancio di competenza al bilancio di cassa

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