Gesù di Nazareth

Sharing is caring!

Gesù è un personaggio storico. Appartiene alla categoria dei profeti e dei predicatori che si autoprocl’amavano Messia, e che venivano messi a morte. Con la loro morte la loro setta si disperdeva e si esauriva. Non avvenne così per la setta dei cristiani, i quali testimoniavano che il fondatore della loro setta era risorto da morte e apparso più volte dopo la risurrezione, e salito al cielo con la promessa di ritornare alla fine dei tempi. Questa notizia incredibile fu in realtà creduta da un numero sempre crescente di discepoli.

Il nome di Gesù corrisponde al nome Yehoshua in ebraico, ed era molto diffuso, perché era anche il nome di un famoso profeta: Giosuè. IN latino si pronunciava Jesus, e si scriveva come adesso si scrive in inglese moderno Jesus, anche se si pronuncia in modo diverso.

Egli nacque probabilmente qualche anno prima di Cristo, a causa di un errore di un monaco ai tempi di Gregorio Magno (600 circa dopo Cristo), e iniziò a predicare, come scrive l’evangelista Luca, nel quindicesimo anno del regno di Tiberio, quindi intorno al 27 o 28 d.C.

Le novità della sua religione consistono:

1)      in una nuova concezione del Dio, non più severo giudice come lo Jahve o sovrano capriccioso, come Zeus o Giove, ma Dio buono che perdona chi si rivolge a Lui con riconoscendo il suo peccato

2)      anche il senso del peccato, del tutto sconosciuto ai Greci e ai Romani, ma ben conosciuto dagli Ebrei, è un elemento importante nella nuova religione. Possiamo dire che per i Greci il modello assoluto del bene è incarnato dall’uomo, o meglio dall’eroe, bello e coraggioso, mentre per i Cristiani esso si realizza nell’uomo-Dio Gesù Cristo, che gli uomini possono cercare di imitare, ma senza arrivare mai  raggiungere pienamente il loro modello.

3)      Nella nuova prospettiva del Cristianesimo non contavano le impurità, di cui, per esempio, gli antichi, soprattutto gli Ebrei, credevano che fossero piene le donne, soprattutto nel periodo del loro ciclo, o quando partorivano un figlio, o quando erano state emarginate perché considerate immorali, o prostitute. Eppure è proprio ad una prostituta che Cristo dice che sarà perdonato molto.

4)      Lo scopo delle religioni precedenti era quello di placare lira degli dei offrendo sacrifici, o mostrarsi agli occhi di tutti gli altri puri, irreprensibili e dignitosi. Lo scopo della nuova religione è invece quello non di comparire, ma di essere realmente puri, non al cospetto degli altri, ma al cospetto di Dio, cioè nell’intimità della propria esistenza. Si instaura così un rapporto tra uomo e Dio del tutto diverso rispetto al periodo precedente, molto più intimo, profondo, meno esteriore, non basato su riti esteriori, ma su una verifica di vita interiore e sincera.

5)      Per le religioni precedenti era comunque prevista una divisione di classi sociali e di genere, mentre nella nuova religione tutti sono considerati fratelli, e non c’è più distinzione fra Giudeo e Greco, Schiavo e Libero, Uomo o Donna, come afferma San Paolo in una sua lettera. Per gli antichi stranieri, schiavi e donne non godevano di tutti i diritti, per i Cristiani tutte le persone contano lo stesso di fronte a Dio.

6)      La salvezza era concessa per gli antichi solo a pochi eletti in base a criteri molto esclusivi, ad esempio, secondo Cicerone, solo per i benefattori della patria, oppure aglio iniziati ad un culto misterico. Invece per il cristianesimo ad essa sono destinati tutti gli uomini che operano per il bene. Beati i poveri in spirito, beati i puri di cuore, dice Cristo nel suo discorso più famoso, detto Discorso della montagna. Questa salvezza non è solo rimandata ad un paradiso di cui godere dopo la morte , ma è anticipata sulla terra, in quanto il cristiano che segue Cristo realizza già sulla terra il regno dei cieli, riavendo quello a cui rinuncia, moltiplicato per cento volte

7)      Cristo, a differenza dei profeti dell Antico Testamento, dei grandi iniziatori di altre religioni orientali, o dei sacerdoti, afferma di avere una autorità che gli proviene direttamente da Dio, perché lui proviene da Dio, ed è figlio di Dio. Forse solo i faraoni egizi avevano vantato una simile omogeneità con la divinità, poiché tutti coloro che avevano affermato in vita di essere dei, come, abbiamo visto, anche Nerone e Domiziano, avevano solo corso il rischio di parere ridicoli. Per gli Ebrei proprio l’affermazione di Gesù di essere il figlio di Dio sarà la causa della sua condanna a morte da parte del Sinedrio.

8)      Infine questa religione a differenza delle precedenti, rimarca una netta separazione della sfera religiosa da quella politica. Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” vuol dire proprio che lambito politico va separato da quello religioso, a differenza di quanto era sempre avvenuto, sia nella religione greco-romana, sia in quella ebraica. Quindi Cristo delude subito le aspettative di coloro che vedevano nel Messia una figura che avrebbe trascinato il popolo ebreo alla indipendenza da Roma, e ad un riscatto politico. Egli anzi, da un punto di vista politico, appare come uno sconfitto, almeno a breve termine, perché contro di lui convergono le massime gerarchie religiose ebraiche e il governatore, il prefetto romano Ponzio Pilato, che, quasi costretto a fare ciò dalla insistenza del popolo di Gerusalemme, per scongiurare una delle frequenti sollevazioni popolari ebraiche, lo condannò a morte intorno all’anno 30 d.C.

shares