Giovanni Pascoli


dalla tesina “Peter Pan” esame di stato 2011

di Angela Maraggia

Nasce a S.Mauro di Romagna nel 1855 e muore a Bologna, 6 aprile 1912 (nel 62 entra nel collegio dei padri Scolopi a Urbino, dove rimane fino al 71) è il quarto di otto fratelli e il padre è lamministratore della tenuta La Torre” dei principi Torlonia. (fonte: wikipedia)

Nel 67 accade l’episodio che segna indelebilmente la sensibilità  del piccolo Pascoli: il padre viene assassinato da ignoti, mentre ritorna a casa . Non si seppe mai chi fu l’assassino, ma Pascoli crede di individuarlo nellamministratore che successe a suo padre nell’amministrazione della tenuta e nella sua poesia lo rappresenta come il cuculo”, uccello che non si crea il suo nido, ma che occupa quello degli altri. L’anno seguente muore una sorella, poi, di seguito, la madre e due fratelli. La morte della madre viene considerata da Pascoli la tragedia maggiore, perché viene meno il nucleo familiare, il nido”.

Dora in poi il suo proposito sarà  sempre di riformare il nido originario. Questa precoce esperienza di dolore e di morte sconvolge profondamente l’anima di Pascoli; rimane una ferita non chiusa, che si traduce in un senso sgomento del destino tragico e inesplicabile dell’uomo, e segna il crollo di un mondo dinnocenza e di infanzia serena a cui sempre il poeta aspirerà  con immutata nostalgia.

Nel 73 Pascoli vince una borsa di studio all’università  di Bologna, dove si iscrive alla facoltà  di lettere. Il periodo bolognese lo mette in contatto con il movimento anarchico e si avvicina alla politica ma subisce una cocente delusione che lo porterà  a considerare come unico rimedio al male la pietà  e l’amore fraterno fra gli uomini, solo conforto al mistero insondabile della vita. Nello stesso tempo, nasce in lui l’ideale di ricostruire il proprio focolare domestico, con le due sorelle superstiti, Ida e Maria, di ritrovare cos’ nella quiete appartata e nell’intimità  degli affetti la pace.

Laureatosi nell’82, diventa docente in varie università  in particolar modo ottiene una cattedra a Bologna, dove muore nel 1912.

Viene sepolto a Castelvecchio, in una casa di campagna che dal 95 era stata il suo rifugio più caro insieme alle sorelle.

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