I complici di Catilina 

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Sallustio, Bellum Catilinae, capitolo 14

di Carlo Zacco

De Catilinae coniuratione

 

I complici di Catilina 

 

[14]

1

In civitate

tanta

tamque

corrupta

Catilina,

id quod

erat

facillumum

 

In una città

tanto grande

e tanto

corrotta

Catilina

ciò che

era

facilissimo

 

factu,

habebat

circum se

catervas

omnium

flagitiorum

atque facinorum

 

a farsi,

aveva

intorno a sé

schiere

di ogni sorta

di dissoluti

e delinquenti

 

 

tamquam

stipatorum.

2

Nam

quicumque inpudicus,

adulter,

ganeo,

come [si trattasse]

di guardie del corpo.

 

Infatti

tutti i corrotti,

adulteri,

crapuloni,

 

laceraverat

bona patria

manu,

ventre,

pene

quique

 

 

che avevano dissipato

le sostanze paterne

con la mano,

coi banchetti,

col pene

e che

 

 

 

conflaverat

grande

alienum aes,

quo redimeret

flagitium

aut facinus,

avevano accumulato

grandi

debiti,

per liberarsi

da azioni vergognose

o delitti,

 

3

praeterea

omnes

parricidae

undique,

sacrilegi,

convicti iudiciis,

aut

 

 

inoltre

tutti

i parricidi

da ogni parte,

i sacrileghi,

i condannati in giudizio,

o

 

 

timentes

iudicium

pro factis,

ad hoc,

quos

manus atque lingua

che temevano

il giudizio

per le loro azioni,

e oltre a ciò,

coloro che

la mano e la lingua

 

alebat

periurio

aut sanguine civili,

postremo,

omnes quos

flagitium,

egestas,

manteneva

con lo spergiuro

o col sangue civile,

insomma,

tutti quelli che

l’infamia,

la povertà

 

conscius animus

exagitabat,

ii

erant

proxumi familiaresque

Catilinae.

4

Quod si quis

il rimorso

tormentava,

costoro

erano

strettissimi amici

di Catilina.

 

Che se alcuno

 

etiam

vacuus

a culpa

inciderat

in amicitiam eius,

cotidiano usu

 

 

ancora

privo

di colpa

incappava

nell’amicizia di lui,

con la quotidiana frequentazione

 

 

 

atque illecebris

facile

efficiebatur

par

similisque

ceteris.

5

Sed

maxume

 

e gli allettamenti

facilmente

era reso

uguale

e simile

agli altri.

 

Ma

più di tutto

 

 

adpetebat

familiaritates

adulescentium:

eorum animi

etiam

molles

et fluxi

cercava

l’amicizia

dei giovani:

i loro animi

ancora

arrendevoli

e incostanti

 

haud difficulter

capiebantur

dolis.

6

Nam

ut

studium

cuiusque

non difficilmente

erano irretiti

dagli inganni.

 

Infatti

come

la passione

di ciascuno

 

flagrabat

ex aetate,

aliis

praebere

scorta,

aliis

mercari

canes atque equos;

infiammava

per l’età,

ad alcuni

offriva

prostitute,

ad altri

comprava

cani e cavalli;

 

postremo

neque parcere

sumptui

neque modestiae suae,

dum faceret illos

obnoxios

 

 

infine

non badava

né a spese

né alla sua onorabilità,

pur di renderli

soggetti

 

 

 

fidosque sibi.

7

Scio

fuisse

nonnullos,

qui

ita existumarent,

iuventutem,

 

 

e fedeli a sé.

 

So

che ci furono

alcuni

che

così credevano,

che la gioventù,

 

 

 

quae

frequentabat

domum Catilinae,

habuisse

pudicitiam

parum honeste;

sed haec fama

che

frequentava

casa di Catilina,

tenesse

la pudicizia

poco onestamente;

ma questa voce

 

valebat

magis

ex aliis rebus

quam

quod

id

foret

compertum

cuiquam.

valva

più

per deduzione da altri fatti

che

perché

ciò

fosse

verificato

da alcuno.

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