SIGMUND FREUD

DALL”IPNOTISMO ALLA PSICOANALISI

 

La psicoanalisi è una creazione dì Sigmund Freud (1856-1939).  Laureatosi in medicina, Freud studia prima anatomia cerebrale per passare successivamente alle malattie mentali.  Si trasferisce a Parigi e poi a Nancy al fine di approfondire, sotto la guida rispettivamente del grande Charcot e di Bernheim, i fenomeni ipnotici.  Tornato a Vienna, nel 1894, scrive insieme al dottor Joseph Breuer una memoria su un caso di isteria curato anni prima dallo stesso Breuer tramite ipnotismo: in stato ipnotico, il paziente – pressato dalle domande del medico – torna all’origine del trauma, illumina i punti oscuri che nella vita hanno generato la malattia e che sono nascosti nel profondo; il paziente afferra così la causa del male e si libera del disturbo, è questo il primo tentativo di Freud di cura delle nevrosi, che verrà ben presto abbandonato per far posto alla nascita della psicoanalisi.

 

LA SCOPERTA DELL”INCONSCIO E

L”INTERPRETAZIONE DEI SOGNI

 

Ma per quale ragione i pazienti avevano dimenticato certi fatti e solo in stato ipnotico possono ricordarsene?  Rispondendo a tale domanda Freud passa dallipnotismo alla psicoanalisi, con la proposta della teoria della rimozione: secondo lo studioso viennese infatti tutte le cose dimenticate avevano avuto un carattere penoso per il paziente, erano state cose per lui terribili, dolorose e vergognose non conformi alla società che gli appartiene; per questo erano state rimosse, nascoste, riposte nella parte inconscia della psiche; Per la prima volta viene qui presentato il concetto di inconscio, un concetto che rivoluzionerà completamente la visione dell’uomo, influenzando non poco la cultura novecentesca Queste tendenze rimosse queste “”pulsioni represse””,, come le chiama Freud, avrebbero cercato la loro soddisfazione per via indiretta creando, appunto, la nevrosi.  Ecco, allora, che Freud si vede costretto a prendere sul serio il concetto di inconscio.  E’ l’inconscio che parla e si manifesta nella nevrosi: “L’inconscio – scrive Freud – è parte della psiche stessa e la sua realtà essenziale”.  L’inconscio sta dietro le nostre libere fantasie, le nostre dimenticanze e i nostri lapsus; agisce nelle nostre amnesie; cerca di dire la sua nei nostri sogni.  L’Interpretazione dei sogni (1899), Psicopatologia della vita quotidiana (1901) e Il motto di spirito e i suoi rapporti con l’inconscio (1905) sono tre testi classici della psicoanalisi.  Particolare rilevanza assume, in questo primo periodo della sua filosofia, l”opera “”Interpretazione dei sogni””; i sogni sono visti da Freud come una sorta di valvola di sfogo delle pulsioni represse e assumono un carattere particolarmente simbolico.

Ogni minimo particolare viene fatto coincidere da Freud con una pulsione repressa, a volte molto “”spinta””. e molte interpretazioni dei sogni di alcuni suoi pazienti creeranno non poco scandalo nella società dell’epoca

 

LA SESSUALITA INFANTILE.

LA PERVERSIONE E IL COMPLESSO DI EDIPO

 

Lapsus, dimenticanze, motti di spirito, sogni e nevrosi portano Freud dentro l’inconscio.  E qui egli trova, appunto, la spiegazione causale dei lapsus, dei sogni, ecc. in pulsioni respinte e in desideri rimossi nell’inconscio, ma non cancellati; pulsioni e desideri strappati alla “”coscienza”‘ e trascinati nell’inconscio perché cose “vergognose” e “indicibili” che una continua censura cerca di non far riaffiorare alla vita cosciente.  E rimozione e censura entrano in azione perché queste cose “vergognose”‘ sono desideri e ricordi di natura principalmente sessuale e quindi da “cancellare”.  Freud giunge così al concetto di libido (“la forza con la quale si manifesta la vita sessuale”); si rende conto che, “regolarmente, i sistemi morbosi sono legati alla vita amorosa dei malato [… ] e che i disturbi della vita sessuale sono una delle cause più importanti della malattia”; scandaglia così la sessualità infantile; per la prima volta veniva attribuita al bambino una propria sessualità, quasi impensabile per quell’epoca.  Freud distingue quattro fasi nella sessualità infantile: fase orale, in cui il bambino è attratto dall’atto di “ciucciare” dal seno della madre, una fase anale, dove il bambino è stimolato dall’atto di defecare, una terza fase fallica dove il bambino passa alla conoscenza del sesso opposto, e infine una fase genitale, che si presenta dopo la pubertà, in cui il ragazzo, non più bambino è attratto dal sesso opposto Nel periodo che va tra la fase fallica e quella genitale viene a formarsi un’altra struttura nella psiche umana, il super-io; il super-io è la parte della nostra psiche che assimila tutte le proibizioni della società e fa un opera di mediazione tra le pulsioni represse e la parte conscia della psiche.  Se nel soggetto queste quattro fasi non raggiungono il pieno sviluppo, per cause più o meno violente, si assisterà a fenomeni di perversione sessuale, nei quali ladulto regredisce allo stadio mancato nella propria infanzia, però con la carica pulsionale e aggressiva dell’età adulta.  Un altro fenomeno è quello della sublimazione in seguito al quale oggetti o attività apparentemente neutri assumono una forte valenza affettiva.  Dopo aver definito le fasi della sessualità infantile Freud passa alla definizione del concetto di complesso di Edipo; secondo Freud infatti tutte le persone hanno un insieme di idee e ricordi molto intensi – rimossi – legati al fatto che “il bimbo concentra sulla persona della madre i suoi desideri sessuali e concepisce impulsi ostili contro il padre, considerato come un rivale.  Questa è anche, mutatis mutandis, l’attitudine della bambìna”.  Questa interpretazione porterà alla nascita del concetto di “Eros” e “Thanatos”.

 

 

 LE TECNICHE TERAPEUTICHE E LA

TEORIA DEL TRANSFERT

 

Scrive Freud: “le teorie della resistenza e della rimozione nell’inconscio, dei significato eziologico della vita sessuale e della importanza delle esperienze infantili sono i principi dell’edificio teorico della psicoanalisi”.  Da qui lo sviluppo delle tecniche terapeutiche.  Fondamentale nella pratica e nella teoria freudiana è la libera associazione delle idee; l’analista fa sdraiare il paziente su di un divano, in un ambiente rilassante dove non ci sia una luce troppo intensa; l”analista si pone dietro al paziente e lo invita a manifestare tutto ciò che giunge al suo pensiero; addestrato nell’arte dell’interpretazione, l”analista guida il paziente, attraverso tutta una serie di domande, alla scoperta della resistenza: questa scoperta “è il primo passo verso il suo superamento”.  Oltre che la tecnica della libera associazione, la pratica analitica è anche interpretazione dei sogni, interpretazione degli atti mancati.  Attraverso queste brecce I”analista intende riportare il paziente nel suo inconscio e sciogliere, illuminandoli, quegli ingorghi che hanno causato la malattia, Il tutto, con una attenzione particolare per il fenomeno dei transfert, di quellintensa relazione sentimentale del paziente nei confronti dell’analista: l”utilizzazione e lo sfruttamento dei transfert sono “”la parte più difficile e importante della tecnica analitica””.

 

LA STRUTTURA DELLA PERSONALITA

E 1 CONFLITTI DELLA CIVILTA

 

Una volta definiti i concetti, le cause e le fasi delle nevrosi umane, Freud, è pronto a dare una descrizione della personalità umana strutturata in un apparato psichico di questo tipo: Es, Io e Super-Io.  Es è Inconscio; Io è il rappresentante conscio dell’Es; il Super-Io è la sede della coscienza morale e del senso di colpa.  Il Super-Io nasce come interiorizzazione di ideali, valori formali, modi di comportamento proposti dalla società per mezzo della sostituzione dell’autorità dei. genitori con quella di “educatori, insegnanti e modelli ideali”.  Il “Super-Io paterno” diventa un “Super-Io sociale”.  L’Io, cosciente dunque, si trova continuamente a commerciare tra l’Es e il Super-Io, tra le pulsioni dell’Es – aggressive ed egoistiche e tendenti ad una soddisfazione irrefrenabile e totale – e le proibizioni dei Super-Io, e cioè le restrizioni e le limitazioni della morale e della ‘civiltà’.  Queste pulsioni egocentriche provenienti dall’Es sono fondamentalmente distruttive: I”organizzazione sociale, la civiltà è possibile solo a patto che queste vengano rimosse.  Si stabilisce pertanto un conflitto inconciliabile tra il raggiungimento della “felicità”, come espressione della vera natura umana, e la convivenza associata.  Nonostante questa dinamica sia prevalente, il cammino della civiltà non ha seguito un andamento lineare.  Negli uomini accanto alle forze miranti alla conservazione della vita e all’integrazione con gli altri permangono pulsioni antisociali e distruttive.  Accanto a Eros, impulso di vita, esiste Thanatos, impulso di morte, unaggressività immotivata, non connessa ali”autoconservazione. L’ intera storia umana è vista da Freud come un perenne conflitto tra queste due forze.

dalla tesina multidisciplinare esame di stato 2005 di Federico Sorrenti

La psicoanalisi in rapporto alla cultura del novecento