SUPERUOMO

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ITALIANO

·        in  traduzione si può leggere tutta la prima parte di Delitto e castigo di Dostoevskij come un embrione delle teorie superomistiche. Raskolnikov uccide per dimostrare la sua superiorità rispetto alle leggi umane e alla gente comune. Dopo aver compiuto l’atto, i rimorsi insanabili della coscienza, di cui lui aveva negato l’esistenza, lo spingeranno a confessare prima a Sonia e poi alla polizia il suo delitto.

·         Gabriele D’Annunzio

Il primo incontro di D’Annunzio con la filosofia di Nietzsche avviene durante il suo apprendistato napoletano, negli anni tra il 1891 ed il 1893. Nella sua fase superomistica  è profondamente influenzato dal pensiero del filosofo tedesco, tuttavia spesso banalizza e forza entro un proprio sistema di concezioni le idee di Nietzsche. In un primo tempo perciò finisce per privilegiare quegli aspetti del sistema nicciano che gli permettono di giustificare l’alto concetto che ha di se stesso,  in quanto artista, e dell’artista in genere. Fa suo anche il principio della completa libertà di azione dell’uomo superiore, il quale è sempre, in ogni suo atto, al di là di ogni possibile giudizio e professa con entusiasmo la fede nel culto della bellezza, nonché il mito della potenza creatrice dell’arte. È il periodo della composizione de Il piacere. Andrea Sperelli è l’alter-ego di D’Annunzio, l’artista che vuole rendere la sua vita un’opera d’arte.

Successivamente questa concezione personale ed estetica viene soppiantata da un’interpretazione del pensiero nicciano più propriamente legata a motivi politici e sociali: D’Annunzio scopre ed esalta la virtù della razza, la forza, la potenza, la nazione.

Con questa scelta superomistica abbandona la primitiva veste di cronista mondano e di cantore delle debolezze, delle perversioni e delle crisi dell’uomo borghese e passa ad esaltare quello stesso borghese nei panni dell’eroe dominatore. Secondo D’Annunzio devono esistere alcune élite che hanno il diritto di affermare se stesse, in sprezzo alle comuni leggi del bene e del male. Queste élite al di sopra della massa devono spingere per una nuova politica dello stato italiano, una politica di dominio sul mondo, verso nuovi destini imperiali, come quelli dell’antica Roma. La figura dannunziana del superuomo è comunque lo sviluppo di quella precedente dell’esteta: il culto della bellezza è indispensabile per l’elevazione della stirpe. D’Annunzio non si limita più a vagheggiare la bellezza in una dimensione ideale ma si impegna per imporre, attraverso il culto della bellezza, il dominio di una élite violenta e raffinata sulla realtà meschina della borghesia.

Il trionfo della morte: Giorgio Aurispa, il protagonista, cerca di trovare l’equilibrio tra misticismo e superomismo per realizzare una vita nuova.

Le vergini delle rocce: Claudio Cantelmo vuole generare, insieme ad una donna degna di lui, una nuova stirpe di re, che possa mettere finalmente fine alla corruzione che serpeggia nella città di Roma.

In Italia, intanto, sotto la pressione di molti e potenti interessi, l’onda dell’interventismo nei confronti di una possibile entrata in guerra si stava allargando sempre di più. Nelle orazioni di D’Annunzio, favorevole ad una entrata in guerra, prendeva forma lo stile moderno della propaganda. Egli stesso prese parte alla prima guerra mondiale, ne uscì come un eroe e successivamente partecipò, nel 1919, all’occupazione della città di Fiume, rimasta a fine conflitto, sotto il controllo degli alleati.          

 

INGLESE

Nel Ritratto di Dorian Gray Wilde mostra l’eccezionalità di una vita vissuta al di là di ogni regola e costrizione morale, sogno che però è destinato a distruggersi.

George Bernard Shaw si rifà al pensiero evoluzionistico di Lamarck nella sua opera Man and Superman, che pure rimane isolata nella sua produzione, superando la concezione superomistica estetizzante di Wilde avvicinandosi ad una filosofico-razziale

 

FRANCESE

Des Esseintes, il protagonista di A rebours di J.K.Huysmans non è fermato da remore moralistiche nella sua realizzazione di un superuomo-esteta distinto dalla mossa.

 

FILOSOFIA

Friedrich Nietzsche

Critico spietato del passato, dissacratore dei valori tradizionali e propugnatore dell’uomo che deve ancora venire, egli diceva di sé: “Io non sono un uomo, sono dinamite. Dopo di me si contraddirà come non si è contraddetto. Io ho la coscienza della crisi europea.” Nietzsche rappresenta uno spartiacque tra la filosofia antica e la successiva: dopo di lui la filosofia sarà interessata alla ricerca di nuovi valori. Il suo pensiero è influenzato dalla filosofia di Schopenauer: la vita è irrazionale, non esistono leggi che la governano. Ad essa si può sfuggire, come di Schopenauer, oppure sorriderle, come ritiene Nietzsche. Lo schema oggi accettato dalla maggior parte degli studiosi divide le sue opere in tre periodi:

1)     Periodo giovanile (periodo di Basilea)

Opera più significativa: Nascita della tragedia

Nietzsche critica la visione classica della cultura greca dominata dalla spirito apollineo (armonia, misura, equilibrio). Nella cultura greca convivono, così come succede nella tragedia, spirito apollineo e spirito dionisiaco.

La filosofia è vista con l’ottica dell’artista: per esprimere la propria convinzione estetica Nietzsche usa le figure del mito greco: Apollo (dio della luce e della chiarezza, della misura e della forma) e Dioniso (dio della notte e della ebbrezza, del caotico, dello smisurato e dell’eccesso) . Il gioco tra apollineo e dionisiaco esprime il sistema di forze e impulsi che agisce in ogni singolo uomo: l’apollineo è l’illusione che rende la vita armoniosa, mentre nel dionisiaco l’uomo scopre il gioco crudele di nascita e morte. Dionisiaco è dunque dolore, ma anche gioia, perché esprime la vita che si afferma dopo la morte (lo spettatore si abbandona al flusso di dolore e gioia che la tragedia fa vivere nello spettacolo).

2)     Fase illuminista

Opera più significativa: La gaia scienza

In uno degli aforismi de La gaia scienza l’uomo annuncia per la prima volta la morte di Dio, ucciso dagli uomini. Il valore della morte di Dio non è psicologico: gli uomini possono anche crederci ugualmente. Il suo valore è più che altro simbolico: morte di Dio sta a significare la caduta di tutti i valori e delle credenze che hanno portato avanti, fino a quel momento, la filosofia occidentale e la religione. È il momento della irruzione del nichilismo nel mondo moderno: i suoi ideali e i suoi valori, basati sulla regola cristiana, hanno rivelato la loro base inesistente.

3)     Filosofia dell’eterno ritorno e fase superomistica

Solo un uomo superiore può resistere alla notizia della morte di Dio e al conseguente crollo di tutte le certezze. Il Superuomo è colui che riesce a reggere la morte di Dio, che sa vivere la vita con spirito dionisiaco, che sa far propria la teoria dell’eterno ritorno, che si pone al di là del bene e del male.

A conferma del passaggio da uomo a Superuomo non deve essere interpretato in senso evoluzionistico, si osserva che Nietzsche criticò molto l’evoluzionismo dei suoi tempi: l’umanità non dà segni di progresso, anzi di regressione, se confrontata con la civiltà greca. Chi è dunque il Superuomo? È un essere a metà tra spirito forte e libero e uno avventuroso, più distruttivo che costruttivo. Egli “dona virtù”; è gioioso ma conosce anche le verità più orribili, di fronte alle quali non si nasconde. È senza morale in quanto precristiano: è Dioniso che rappresenta l’energia che trasforma tutto in affermazione.

La teoria del Superuomo è contenuta nell’opera Così parlò Zarathustra scritta tra il 1883 ed il 1885.

Zarathustra è un saggio eremita che vive lontano dagli uomini: Un mattino si sveglia e decide di  comunicare agli uomini le sue conoscenze e la sua saggezza. Egli, dice, ama l’uomo e vuole recare a lui un dono: la dottrina del Superuomo. “L’uomo è una corda tesa tra la bestia e il superuomo”; l’uomo deve essere superato. Zarathustra espone le tre metamorfosi dello spirito: lo spirito nel corso del tempo, si sarebbe trasformato da cammello (uomo schiacciato dalle regole imposte dalla morale) a leone (uomo che combatte il “tu devi” per imparare a dire “io voglio”, uomo che combatte per la libertà) e infine a fanciullo (uomo che si crea nuovi valori , che si dà un nuovo inizio). Il fanciullo è l’essenza del Superuomo.

Il Superuomo deve essere fedele alla terra: poiché Dio è morto, l’unica realtà possibile è la vita terrena. In Così parlò Zarathustra Nietzsche illustra anche la teoria dell’eterno ritorno (legata ad una concezione ciclica della storia) e la teoria della volontà di potenza (quella cioè che permette al Superuomo di creare da sé nuovi valori).

La filosofia di Nietzsche si pone come inversione delle idee filosofiche e dei valori morali tradizionali. La natura dei temi, lo stile aforistico e alcune vicissitudini legate alla pubblicazione de La volontà di potenza e dell’ Epistolario hanno fatto sì che le interpretazioni del pensiero di Nietzsche fossero le più disparate e controverse. Così, di volta in volta, Nietzsche è stato visto come “l’antipositivista”, “l’antidemocratico”, “l’artista aristocratico e decadente” e soprattutto come “profeta del nazismo, della violenza militaristica e della superiorità della razza ariana”.        

 

ARTE

La Salomè di Beardsley, disegnata per l’omonima opera teatrale di Wilde rappresenta la superdonna dannunziana, la Elena Muti, bellissima, lussuriosa ed ideale.

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